Il sopravvissuto: «Sono vivo grazie a Dino»

Il 43enne rimasto ferito: «Non solo mi ha urlato di scappare, ma mi ha fatto da scudo con il suo corpo»
TERAMO. «Mi ha salvato la vita, Dino mi ha salvato la vita. Non solo mi ha urlato di scappare, quando si è accorto di quello che stava per succedere, ma col suo corpo mi ha fatto da scudo…». Il sito Certastampa.it riporta dichiarazioni di L.D.G., 43enne di Basciano, l’altro dipendente della Di Blasio Fireworks coinvolto nella tragica esplosione costata la vita a Dino Trignani. L.D.G. continua: «Era un padre… lavorativamente parlando era un padre per me: mi aiutava, mi consigliava, mi seguiva, apprezzava il mio impegno e io cercavo di imparare da lui tutto di questo mestiere… eravamo diventati amici, la sera prima della tragedia eravamo stati a cena tutti insieme, noi della Di Blasio, e con Dino avevamo riso tantissimo… aveva anche deciso di regalarmi due cuccioli di pastore, che erano nati da lui a Castilenti… ». L.D.G. difende a spada tratta l’azienda: «Non voglio che nessuno possa sospettare anche solo per un attimo che questa tragedia è stata provocata dal mancato rispetto della sicurezza, assolutamente, io non ho mai visto un’azienda così seria e attenta, professionale e rispettosa dei lavoratori… è stata una tragedia per tutti». Il sopravvissuto, che ha avuto lesioni a un timpano, racconta così l’incidente: «Avevo accompagnato Dino al campo prova, un’area attrezzata e isolata. Io sono stato assunto come magazziniere, non ho l’abilitazione per la gestione delle polveri esplodenti, quindi ero solo andato ad accompagnare Dino, che doveva provare alcune polveri per certificarle. Dino aveva portato due secchi: ha steso la polvere del primo, l’ha accesa, tutto regolare. Poi ha steso la seconda striscia e un attimo dopo l’ho sentito urlare: “Vattene, vattene, scappa, scappa”. Io ero a un paio di metri da lui, non so cosa fosse successo, ma aveva capito che stava per scoppiare e ha voluto salvarmi la vita».

