Il Tar dà il via alla ricerca del gas in mare

29 Luglio 2016

Bocciato il ricorso della Provincia di Teramo e dei sette Comuni costieri contro l’ok del ministero

TERAMO. Via libera alle attività di ricerca di gas e petrolio nell'Adriatico. E’ l’effetto della bocciatura, da parte del Tar del Lazio, del ricorso presentato dalla Provincia di Teramo, dai sette Comuni della costa teramana e da due Comuni marchigiani contro il decreto Via rilasciato in favore della Spectrum Geo, che ha chiesto di poter effettuare attività di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nell'Adriatico per circa 30 mila chilometri quadrati .Non a caso sono cinque le regioni interessate: Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia. A darne notizia, sulla propria pagina Facebook è il professor Enzo Di Salvatore dell'università di Teramo, esperto costituzionalista che in questi anni ha affiancato gli enti locali nella battaglia no-triv. «Una sentenza tutt'altro che convincente», commenta Di Salvatore, «spero che i ricorrenti vogliano proporre immediato ricorso in appello al Consiglio di Stato».

La decisione di fare ricorso al Tar era stata presa un anno fa, contro il ministero dell'Ambiente che ha rilasciato parere favorevole alla società inglese "Spectrum Geo ltd" per la ricerca di idrocarburi in mare con la tecnica dell'air gun. Il decreto, del 3 giugno 2015, è arrivato a quattro anni dalla richiesta della società e dopo che l'air gun è stato depenalizzato da eco reato. Provincia e Comuni con il ricorso raccolsero le preoccupazioni di operatori turistici, pescatori e agricoltori che temono danni dall'ispezione dei fondali marini con l'air gun, cioè con spari continui di aria compressa: uno dei sistemi più contestati dagli ambientalisti e dagli scienziati che lo ritengono molto dannoso per l'ecosistema marino.