Il Tar: nel parco Cerrano non si può pescare

Pineto, i giudici amministrativi respingono il ricorso presentato dal consorzio delle vongolare Cogevo
PINETO. Area protetta del Cerrano: il Tar ribadisce il divieto di pesca all'interno del parco marino e respinge il ricorso presentato dal Cogevo, il consorzio che gestisce le vongolare operanti nelle acque teramane. I pescatori si erano appellati al tribunale regionale del Lazio nello scorso mese di maggio, integrando un ricorso già presentato nel 2010 e sospeso dal Tar: il Cogevo, prendendo spunto dalla decisione, assunta dalla Regione nel mese di marzo, di ritirare il parere positivo sul regolamento dell'Amp (nel 2006, a sancire la costituzione del parco, avrebbe dovuto essere il consiglio e non la giunta regionale), si era rivolto al tribunale chiedendo la sospensiva del decreto istitutivo del parco e di modificarne il regolamento, che vieta la pesca nelle acque del Cerrano. Ma il Tar, lo scorso 3 settembre, ha respinto il ricorso del Cogevo, evidenziando come il metodo di dragaggio dei fondali con le turbosoffianti utilizzato dal consorzio sarebbe incompatibile con la tutela dell’ecosistema dell'Amp, inoltre che la superficie dell'area non precluderebbe l’esercizio della pesca, trattandosi di 7 chilometri di costa su un totale di circa 82. «Spero che questa decisione ponga fine ai continui attacchi nei confronti dell’Amp, che non hanno fondamento né giuridico né sostanziale», dichiara Benigno D'Orazio, presidente del parco, sottolineando come la Regione si fosse costituita, tramite il consorzio che gestisce l'Amp, contro il ricorso dei pescatori. «Purtroppo, le considerazioni da me svolte, sin dal maggio scorso, in ordine alla delibera della giunta regionale che in modo artificioso cercava di riaprire l'iter istitutivo del parco, trovano oggi puntuale conferma: si trattava solo di un'ennesima beffa ai danni dei pescatori», aggiunge D'Orazio, che comunque non nega la possibilità di un confronto con il Cogevo. «Non mi esalto dunque per la vittoria, ma sono già al lavoro affinché si possa dare una risposta compiuta sia alle richieste del Cogevo che delle varie associazioni locali pro parco. Ovviamente, l’unica condizione che pongo è quella di avere a che fare con interlocutori seri e credibili, perché non è tollerabile che di giorno si inneggi alla pesca sostenibile ed attrezzi eco-compatibili, mentre di notte si pongano in essere vere e proprie azioni criminali portate avanti da oltre 20 vongolare che saccheggiano l'area marina protetta con le loro turbosoffianti», conclude D'Orazio, in riferimento all'incursione dei pescatori verificatasi nella notte tra il 27 ed il 28 agosto.
Sandro Petrongolo
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