Il Tar non decide: l’Arlecchino deve rinunciare alla stagione

20 Luglio 2021

Rinviata all’8 settembre la decisione che potrebbe riconsegnare la concessione fino al 2033 allo stabilimento sotto inchiesta. Resta in vigore il sequestro disposto dall’autorità giudiziaria

GIULIANOVA. Il tribunale amministrativo regionale per l’Abruzzo ha deciso di non decidere sulle sorti dello stabilimento balneare Arlecchino, dal settembre scorso posto sotto sequestro dalla Procura di Teramo per una serie di presunte violazioni di carattere penale. Tutto è stato rinviato al prossimo 8 settembre, quando i giudici amministrativi dell’Aquila dovranno pronunciarsi in merito all’ottemperanza alla sentenza con cui il Tar il 2 luglio del 2018 ha disposto l’estensione della concessione al 2033: i “famosi” 15 anni di proroga concessi a tutti i titolari di stabilimenti balneari. Non avendo il Comune ottemperato a quella sentenza perché nel frattempo è intervenuta l’inchiesta penale con relativo sequestro, i titolari dello stabilimento chiedono la sua applicazione.
In considerazione delle date, viene da pensare che i giudici amministrativi abbiano tenuto conto delle ordinanze balneari emesse dalla Regione Abruzzo e dall’autorità marittima. Infatti, appare singolare la data dell’8 settembre in considerazione del fatto che, ordinanza alla mano, la stagione balneare, iniziata ufficialmente il 1° giugno, terminerà il 5 settembre, ovvero pochi giorni prima dell’udienza che dovrebbe riconsiderare la “riconsegna” della concessione alla società Arlecchino sas. Escluso l’utilizzo balneare, rimarrebbe solo quello per l’elioterapia. Al di là della considerazione che una sentenza favorevole non servirà a riaprire lo stabilimento per questa stagione, i titolari sperano naturalmente in un esito favorevole in sede di udienza del Tar. Indipendentemente dalle vicende penali in corso, la sentenza amministrativa consentirebbe alla società Arlecchino di riprendere l’attività con la certezza della continuità della validità del titolo di concessione. E questo significherebbe, al di là dei servizi legati alla balneazione, riavviare anche l’esercizio della ristorazione, praticata anche al di fuori dei mesi estivi. Ci sarebbe la creazione di diversi posti di lavoro cancellati di colpo.
Per il momento e fino a nuove disposizioni dell’autorità giudiziaria, però, lo stabilimento rimane sotto sequestro come pure l’intero arenile che faceva parte della concessione complessiva. La zona è stata resa inaccessibile dalla guardia costiera che ha apposto vari sigilli, cartelli e nastro colorato per delimitare le e pertinenze. Più di una volta i sigilli sono stati rimossi e ogni volta l’autorità marittima è dovuta intervenire per ripristinare gli effetti del provvedimento di sequestro. Ci sono stati anche atti vandalici all’interno e fuori dallo stabilimento che il custode giudiziale ha provveduto a denunciare, ma le indagini al momento non hanno portato a nulla. Ad oggi l’unica certezza viene dal fatto che per l’Arlecchino la stagione 2021 non è mai esistita.
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