Il Tar non ferma il Cogevo «Fateci pescare nel parco»

Il consorzio dei vongolari non demorde dopo la sentenza che ribadisce i divieti nell’area protetta: «Non ci arrendiamo, quel tratto di mare è nostro da sempre»
PINETO. «Non ci rassegniamo a perdere uno spazio di mare che è nostro da sempre, o ce lo ridanno oppure dovremo essere risarciti». I pescatori contestano la sentenza del Tar che respinge il ricorso presentato dal Cogevo e ribattono a Benigno D'Orazio, il presidente dell'area protetta del Cerrano che aveva esultato per la sentenza del tribunale e contestato la marineria. I vongolari avevano presentato ricorso al Tar chiedendo la sospensiva del decreto istitutivo del parco e di modificarne il regolamento che vieta la pesca nelle acque del Cerrano, in base al dietrofront effettuato dalla Regione che, nel mese di marzo, aveva sconfessato il parere positivo espresso nel 2006 sul regolamento dell'Amp. Il Tar del Lazio ha affermato che il regolamento non deve essere modificato e l'ingresso delle imbarcazioni nel parco marino deve rimanere vietato.
«La battaglia non finisce di certo qui», dichiara Giovanni Di Mattia, presidente del Cogevo. «Se a breve non avremo risposte concrete alle nostre richieste, porteremo avanti l'iter legale, entrando nella discussione nel merito della costituzione del parco, perché abbiamo motivi fondati per ottenere una sentenza diametralmente opposta». Le risposte che attende il Cogevo sono quelle che dovranno emergere dal tavolo ministeriale, che si terrà a breve, al quale prenderanno parte anche l'assessore regionale alle politiche agricole Dino Pepe ed il sottosegretario all'economia Giovanni Legnini. «Non mettiamo in discussione l'esistenza del parco, di questo semmai si discuterà nel merito in futuro», aggiunge Di Mattia, «ma il regolamento delle attività consentite al suo interno. Chiediamo che la Regione prenda una posizione, dopo aver fatto dietrofront sulla propria deliberazione. Siamo gente di mare, abituata a non arrendersi, e non ci rassegniamo a dare via un tratto di mare che è nostro da sempre: o ci danno lo spazio per pescare per un breve periodo ogni anno ed in maniera eco- sostenibile, oppure chiederemo un risarcimento». Di Mattia infine risponde a D'Orazio, invitando il presidente del Parco ad abbassare i toni: «Non può definirci criminali, essere criminali vuol dire altro. D'Orazio non deve contribuire ad innalzare una temperatura già troppo alta». Intanto il Wwf plaude alla decisione del Tar. «Ora ci aspettiamo un'intensificazione dei controlli dell'Amp, al fine di impedire l'ingresso di turbosoffianti, come si è verificato costantemente negli ultimi mesi e come abbiamo denunciato anche la scorsa settimana», dichiara Claudio Calisti del Wwf. «E' ora che i comportamenti illegali siano contrastati con maggiore efficacia e più determinazione».
Sandro Petrongolo
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