Il Tar ordina al Comune di risarcire la Proel

Nereto, vecchie irregolarità nell’assegnazione di un lotto dell’area industriale. Per ora sono 58mila euro
NERETO. Il Tar ordina di rimborsare alla Proel, l’azienda di strumenti musicali di Sant’Omero, oltre 58mila euro ed il Comune di Nereto è costretto a riconoscere il debito fuori bilancio. E non basta: sulla testa dell’ente pesa una richiesta di risarcimento di 198mila euro davanti al giudice civile.
Il debito era derivante dall'assegnazione di un lotto, nella nuova zona produttiva, negli anni 2002-2005. «Un debito tra i tanti che seguiranno riguardante purtroppo il grande disastro amministrativo della nuova zona produttiva che espone il nostro Comune per qualche milione di euro», è la sottolineatura del sindaco, Daniele Laurenzi. Il Comune nel 2005, aveva disposto l'assegnazione del lotto e contestualmente aveva siglato la convenzione dichiarandosi possessore a seguito di iter espropriativo dell'intero lotto edificabile. La società aveva pagato quindi al Comune le spettanze economiche e al Consorzio nucleo industriale i relativi oneri di urbanizzazione, ma da successivi controlli l'area assegnata non risultò essere interamente di proprietà dell'ente. Il Comune resosi conto dell'errore nel 2010 aveva predisposto una nuova convenzione urbanistica sostitutiva di quella del 2005 (sciolta per mutuo consenso tra Comune e Proel), restringendo l'area ma senza restituire i soldi alla società. La Proel ha chiesto al giudice civile la condanna dell'ente al pagamento di 198mila euro (soldi versati al consorzio le cui opere realizzate però vennero poi annesse al patrimonio pubblico) che rischia di gravare sul futuro bilancio comunale. «Alcuni terreni furono espropriati in modo "sui generis" senza neanche depositare a garanzia le somme necessarie alla Cassa Depositi e Prestiti e addirittura tuttora alcuni proprietari terrieri non sono stati ancora pagati; inoltre gli stessi terreni furono poi assegnati ad altri privati che nel frattempo ne avevano fatto richiesta e furono pagati dagli assegnatari che però non furono messi nelle condizioni di possederli», spiega Laurenzi che potrebbe vedersi costretto ai rimborsi, «questo è il frutto di una pessima gestione amministrativa che espone finanziariamente il Comune». Il riconoscimento del debito è stato votato dal consigliere di opposizione Giampiero Masi, vicesindaco all’epoca, ma non dal Pd che era partito di maggioranza allora anche se i consiglieri di oggi Maurizio Corini e Mauro Scattalini non erano in amministrazione. Laurenzi al suo insediamento aveva istituto un fondo contenzioso di 800mila euro proprio per le cause della zona produttiva.
Alex De Palo
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