Il Tar riapre in parte Officine Indipendenti

6 Dicembre 2014

Via libera dei giudici solo alle attività che non generano inquinamento acustico ma il circolo grida vittoria: «Evidenziata la natura repressiva dell’ordinanza»

TERAMO. Dal Tar arriva un pronunciamento salomonico sul caso di Officine Indipendenti. L'ordinanza con cui il tribunale amministrativo accoglie parzialmente il ricorso contro la chiusura per un mese del circolo Arci disposta dal sindaco Maurizio Brucchi a causa dei rumori molesti fa gridare alla vittoria entrambe le parti in causa. Il collettivo di Officine Indipendenti esalta la sospensione del provvedimento del Comune rimarcando il richiamo da parte del giudice al contenuto repressivo della decisione presa dall'ente. Per l'amministrazione cittadina, invece, l'elemento chiave dell'ordinanza sta nel fatto che il Tar accoglie il ricorso del circolo «limitatamente alla parte che inibisce anche le attività culturali ontologicamente inidonee a generare inquinamento acustico». Il tribunale amministrativo cita ad esempio corsi di grafica, pittura, rilassamento e webmaster. Perciò, secondo il Comune, tutte le iniziative connesse alla musica dal vivo e alla somministrazione di bevande restano vietate fino alla scadenza indicata nel provvedimento impugnato.

Officine Indipendenti, ovviamente, interpreta l'ordinanza in maniera diametralmente opposta ritenendo che uno spettacolo teatrale o una rassegna di musica jazz non possano essere annoverate tra le attività che «ontologicamente» generano inquinamento acustico. «Il pronunciamento del Tar evidenzia chiaramente l'abuso di uno strumento amministrativo da parte del Comune», fa notare Giorgio Giannella, fondatore del circolo e presidente provincale dell'Arci, «e un accanimento che finalmente viene bloccato». Il rappresentante del circolo se la prende con il centrodestra ma anche con il centrosinistra, evidenziando la mancata risposta alla richiesta di un confronto sui problemi e sulle prospettive culturali e di sviluppo della città. A dedicare parole di fuoco al Pd è Stefano Diodati, vicepresidente di Officine Indipendenti. «In questa storia di schiamazzi e rumori molesti», osserva, «a risaltare è il silenzio Democratico di un partito così pronto a speculare sulle vicende repressive subite dal circolo Arci durante la campagna elettorale e così assente e astenuto oggi nel combattere gli abusi dell'amministrazione».

Gennaro Della Monica

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