«Il teatro comunale sia la casa della cultura»

21 Marzo 2017

Appello alla città dell’associazione che si è aggiudicata la gestione: lavoriamo insieme per il rilancio

TERAMO. «Il teatro comunale deve diventare la casa della cultura». Federico Fiorenza, presidente di "Abruzzo circuito spettacolo" che da giugno prenderà possesso della struttura, lancia un appello a tutte le realtà culturali cittadine. «Ci sono qualità enormi, esperienze di livello nazionale e istituzioni come l'università, il Braga e la biblioteca Delfico che fanno una grande autorevolezza», sottolinea, «insieme possiamo creare una nuova strategia che vada oltre i personalismi». Secondo lui gli "arroccamenti" non hanno senso, soprattutto in un momento come questo «d'imbarbarimento politico e con tanti danni e problemi sul territorio» c'è bisogno di cultura e di poesia. L'Acs si è aggiudicata il bando per la gestione della struttura e si farà carico del suo rilancio. «L'abbiamo trovata in una condizione di abbandono quasi totale, saranno necessari lavori consistenti», annuncia, «abbiamo l'obbligo di realizzare attività nella propria sede, come facciamo in 32 teatri abruzzesi, ma quello non può diventare un supermercato delle iniziative culturali».

Fiorenza vede lo spazio affidato all'associazione di cui è presidente come un «luogo di aggregazione anche sociale» aperto ai contributi di tutti, soprattutto degli operatori culturali teramani che hanno dimostrato negli anni di realizzare iniziative di altissimo livello. «Non si può sostenere che non sia cambiato nulla», osserva, «la stagione si può programmare insieme, coinvolgendo tutti i patrimoni cittadini disponibili». Non è solo un fatto di crescita culturale. In ballo ci sono anche risorse economiche. «Il decreto milleproroghe del governo stanzierà quattro milioni di euro per la ristrutturazione di spazi teatrali in Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio», afferma il presidente, «che saranno assegnati ad associazioni riconosciute a livello nazionale come Acs lo è per la danza e a breve lo sarà per la prosa». Abruzzo circuito spettacolo, insomma, avrà l'onere di gestire il teatro, ma punta su iniziative inclusive per dare forza alla proposta. «Lo facciamo già al Marrucino di Chieti e a Sulmona, dove il teatro era in abbandono e ora ha sempre il tutto esaurito durante la stagione», tiene a precisare Fiorenza, «Acs può fare da coordinamento anche qui, ma serve uno scatto di qualità: non ci possiamo fermare agli individualismi». Si tratta, dunque, di creare un nuovo sistema che incorpori le potenzialità culturali della città espresse in operatori che l'ex direttore del Teatro Stabile dell'Aquila indica come eccellenze non solo abruzzesi. «Per noi si tratta di un scommessa», conclude, «non abbiamo retribuzioni, ma lo facciamo perché ci crediamo, pensiamo che l'Abruzzo possa tornare ad avere un circuito di distribuzione di spettacoli che sia di livello nazionale». (g.d.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA