Il Teramo al Bonolis fa discutere La società: i tifosi stiano con noi

L’accordo per far tornare la squadra nell’impianto gestito da Iachini lascia dubbi tra i sostenitori C’è chi non vuole metterci piede, trattative in corso tra i gruppi per una scelta condivisa
TERAMO. Il Città di Teramo 1913, dopo l’annata trascorsa a Montorio, tornerà a giocare allo stadio Bonolis. L’accordo, stipulato sei giorni fa con la Soleia (società che gestisce l’impianto e che fa capo all'ex presidente del Teramo Franco Iachini), prevede la disputa delle gare, un allenamento settimanale e l’allenamento di rifinitura pre-partita. L’intesa, ratificata con la mediazione del Comune (proprietario dello stadio), è per un anno ed è stata raggiunta sulla base di una cifra inferiore del 40% rispetto al costo d’affitto originario (120mila euro) grazie a una sponsorizzazione dell’azienda Infosat di Iachini.
L’argomento Bonolis continua a creare divisioni tra i tifosi. Sui social, dopo la notizia dell’accordo per il ritorno nell’impianto di Piano d’Accio, si è scatenato il dibattito sull’opportunità di entrare o di disertare gli spalti. In tanti non vogliono mettere piede al Bonolis sia per la prolungata protesta contro Iachini, sia perché lo stadio, con i costi attuali imposti dalla convenzione, non è visto come una risorsa per il Teramo. La tifoseria organizzata, in questi giorni, sta tenendo varie riunioni per adottare una linea comune. Le decisioni potrebbero essere rese note nei prossimi giorni. «Tornare a giocare al Bonolis era l’unica soluzione possibile», dichiara il presidente del Città di Teramo 1913 Filippo Di Antonio, «e abbiamo agito nell’interesse delle ambizioni della società, senza andare contro nessuno. Ci tengo a chiarire questo aspetto. Faremo di tutto per avere i tifosi al nostro fianco e per fare capire loro l’esigenza che ci ha spinto a tornare lì. Non vogliamo perdere nemmeno uno dei nostri sostenitori e non voglio pensare all’ipotesi che non entrino». Il Teramo dovrà condividere l’impianto con il Monterosi Tuscia, formazione di Lega Pro. «Ci sarà un’alternanza con il calendario del Monterosi», spiega Di Antonio, «le società lo hanno scritto nelle rispettive domande d’iscrizione. Capiterà di giocare il sabato, ma questo non deve essere un problema».
Il sindaco Gianguido D’Alberto, a proposito dell'accordo sullo stadio, sottolinea: «L’obiettivo è sempre stato quello di tornare al Bonolis, che è l’impianto di riferimento del Teramo. Il fatto che si sia arrivati a un’intesa è un aspetto positivo. Di Antonio sta facendo un lavoro apprezzabile, dando continuità al percorso intrapreso l’anno scorso. Rispetto le posizioni di tutti, ma mi auguro che i tifosi si stringano intorno alla squadra. La convenzione? È certamente datata, poiché è del 2006, ma per essere modificata è necessario un accordo bilaterale col gestore. L’interesse pubblico, nel rispetto della convenzione, deve essere garantito». Il presidente del Club Biancorosso Teramo Giuseppe Bracalenti, in attesa che venga stabilita una linea comune tra tutte le componenti del tifo organizzato, evidenzia: «Quello stadio deve essere un valore aggiunto. Il Teramo non deve fare l’affittuario del Bonolis. La battaglia, pertanto, non è contro il gestore, ma contro quegli strumenti che non consentono alla struttura di essere sfruttata al meglio e di generare risorse per il Teramo. Questo problema lo deve risolvere la politica una volta per tutte».
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