Il tribunale sequestra la villa dell’imprenditore Di Francesco

L’immobile ha un valore di un milione e 400mila euro ed era stato messo all’asta da Equitalia Per l’accusa è stato acquistato da un prestanome ed è tornato nella disponibilità dell’ex editore
TERAMO. Il provvedimento emesso dal tribunale dell’Aquila è una misura di prevenzione patrimoniale, di quelle finalizzate alla confisca dei beni e previste nell’ambito del decreto legislativo 159, il cosiddetto codice delle leggi antimafie. Da ieri è sotto sequestro la villa dell’imprenditore teramano Aldo Di Francesco, immobiliarista ed ex editore televisivo: l’edificio, che si trova a Fonte Baiano, ha un valore commerciale di un milione e 400mila euro. Secondo l’accusa l’immobile, messo all’asta da Equitalia per il recupero dei debiti tributari accumulati dalle società di cui negli anni scorsi l’imprenditore era amministratore unico, sarebbe rientrato nella disponibilità di Di Francesco (assistito dall’avvocato Gianni Falconi) tramite un prestanome. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione fornita dalla Finanza delegata alle indagini dall’autorità giudiziaria, si era aggiudicato all’asta l’immobile al terzo esperimento di vendita per un importo di 405mila euro e subito dopo lo aveva fatto confluire a titolo gratuito in un fondo patrimoniale, un cosiddetto trust, appositamente costituito e, secondo la Finanza, riconducibile a persone vicine all’imprenditore. «Le investigazioni tecniche, bancarie e patrimoniali», si legge in una nota del comando provinciale della guardia di finanza guidato dal colonnello Gianfranco Lucignano, «hanno provato da un lato la pericolosità sociale ed economica dell’imprenditore in relazione a molteplici reati contro il patrimonio, tributari e fallimentari e dall’altro che il bene immobile era rientrato, per mezzo di artificiose operazioni negoziali, nella disponibilità dello stesso, permettendo agli organi inquirenti di disporre di un quadro indiziario tale da essere posto a sostegno della richiesta di provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca dell’immobile di pregio».
Provvedimento emesso dal tribunale dell’Aquila, competente per le misure di prevenzione patrimoniali in ambito regionale, a seguito di un’articolata di indagine eseguita dai militari del nucleo di polizia economico finanziaria.
Nel decreto di sequestro disposto dal collegio presieduto dal giudice Alessandra Ilari ( a latere Monica Croci e Tommaso Pistoni) si far riferimento alle due condanne per bancarotta fraudolenta di Di Francesco: la prima a uno anno e cinque mesi risale al 2008 per fatti avvenuti nel 2006 e la seconda a due anni risale al 2018 per fatti avvenuti nel 2015. Entrambe le sentenze sono passate in giudicato. Nel provvedimento di sequestro, chiesto dalla Procura teramana, i giudici scrivono che deve essere accolto «ricorrendo tutti i presupposti di legge con riferimento alla pericolosità del proposto, alla riconducibilità dello stesso del bene in oggetto di istanza e alla sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio disponibile».
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