Il tribunale toglie 600mila euro all’Izs

Sono i soldi che l’istituto deve avere dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per le analisi nella “Terra dei fuochi”
TERAMO. Lo Zooprofilattico di Teramo perde in primo grado una causa da 600mila euro contro la Procura di Santa Maria Capua Vetere, ma questo non impedirà all’istituto di procedere con l'approvazione dei bilanci visto che il cda del “Caporale” riunitosi giovedì è pronto ad approvare il bilancio 2014 e quello 2015 procedendo ad una svalutazione dei crediti. E' quanto ha chiarito il presidente del cda Manola Di Pasquale dopo che è trapelato il contenuto di una sentenza del tribunale casertano, che si è pronunciato contro l'Izs teramano in un contenzioso con la Procura campana per via di alcune analisi e campionamenti mai pagati nel 2003, all'epoca dello scandalo diossina negli allevamenti e nei prodotti caseari di quell'area tristemente nota come "terra dei fuochi". L'Izs di Teramo è ricorso in appello, ma quel credito che vanta nei confronti della procura non costituirà un problema visto che i revisori dei conti e il cda stanno procedendo a "ripulire" i bilanci per arrivare entro la fine di dicembre con i conti in ordine. In questo modo entro fine anno si potrà anche definire il nuovo organigramma.
La sentenza contro cui l'Izs ha fatto appello fa riferimento a delle prestazioni fornite dall'istituto alla Procura di Santa Maria Capua Vetere negli anni in cui scoppiò lo scandalo della diossina. All'epoca l'Izs svolgeva le indagini, in termini di campionatura ed esami di laboratorio, per accertare per conto della magistratura i livelli di contaminazione da diossina e Pcb (policlorobifenili) nel latte e nei suoi derivati, specie nelle mozzarelle di bufala, negli alimenti zootecnici e nei foraggi destinati agli animali da allevamento. Il lavoro fu commissionato dopo che in un campione di latte ovino fu riscontrata una contaminazione da diossina sopra i livelli consentiti facendo scattare i sequestri di numerosi allevamenti. «Si trattava di una fornitura di servizi dal valore di circa un milione di euro», spiega Di Pasquale, «una somma che in parte fu pagata dalla Regione Campania, altri 600mila euro dovevano essere liquidati dalla Procura che ci ha riconosciuto il lavoro fatto, ma ha posto un problema formale sulla qualificazione dell'intervento dell'Izs. Il nodo è se l'Izs nello svolgimento di queste analisi debba essere inquadrato come Ctu (consulente tecnico d’ufficio), oppure come laboratorio tecnico. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dato ragione alla Procura campana e questa somma non ci è stata liquidata, ma noi riteniamo che sia comunque un credito esigibile trattandosi di una Procura, così come del resto molti dei nostri debitori che sono enti pubblici».
Per sanare le partite molto vecchie dei crediti il cda ha avviato un'azione di ripulitura dei bilanci, svalutando i crediti vecchi oltre 10 anni (tra cui quello esorbitante della “terra dei fuochi”) e svalutando in percentuale anche i crediti più recenti. Questo consentirà di sbloccare tre anni di bilancio in uno. Difatti la stessa operazione contabile permetterà l'approvazione del bilancio 2015. Manola Di Pasquale tuttavia precisa che il bilancio 2014 presenta comunque un attivo di tre milioni di euro. «Questo poiché», dice, « essendo i bilanci bloccati, l'istituto non ha potuto effettuare investimenti importanti. I tre milioni saranno impiegati per opere di adeguamento su strutture e laboratori di Pescara e Termoli. Una scelta naturale in considerazione del fatto che a Teramo si confida di arrivare in tempi brevi alla nuova sede».
Marianna De Troia
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