Il turismo traballa per i colpi del sisma

26 Giugno 2017

L’analisi nel convegno della Cna: persi duemila posti di lavoro nel 2016 ma l’export cresce. Male commercio e artigianato

TERAMO. Un’economia che non riparte, frenata anche da terremoto, nevicata e frane. La Cna ha scelto di accompagnare, sabato scorso, l’assemblea elettiva con una riflessione sul sistema produttivo teramano in una tavola rotonda su “Rinascita del territorio dopo il terremoto”.
Il direttore della Cna, Gloriano Lanciotti, fa notare che uno dei settori più colpiti dall’effetto sisma è il turismo che «non garantisce come nel passato lo stesso apporto nella produzione di ricchezza e di assorbimento occupazionale». Il primo colpo è stato con il terremoto del 2009, che ha lasciato strascichi nella provincia più turistica d’Abruzzo. E proprio quando c’erano segnali di ripresa, la scossa del 24 agosto scorso. L’effetto si rintraccia nei dati del 2016, che restano discretamente positivi (+2,4% gli arrivi, +0,7% le presenze) soprattutto grazie ai turisti stranieri. Ma per i turisti italiani gli arrivi sono aumentati dell’1,3% e le presenze ridotte dello 0,4%. «Tale andamento», si legge nel rapporto sull’economia della Camera di commercio, «ha risentito dell’effetto terremoto, in quanto la prima scossa, avvenuta nel pieno della stagione turistica estiva, ha prodotto una immediata “fuga” dalle località turistiche e la disdetta di tutte le prenotazioni». Un altro settore su cui il sisma ha avuto effetti diretti è certamente il commercio, per cui nel 2016 ci sono state in provincia 190 cessazioni non d’ufficio.
Tutto questo si inquadra in un panorama in cui si intravedono segnali positivi. Nel 2016 il tasso di sviluppo (differenza fra natalità e mortalità delle imprese) torna dopo anni a essere positivo: è un timido +0,3% sul 2015. A trainare la mini-ripresa è il terziario: i servizi alle imprese riportano un tasso di crescita del 3%, il turismo del 2,8%. Segno negativo per agricoltura (-0,9%), costruzioni (-1,5%) e soprattutto le assicurazioni e credito (-4,7%). Segnali più che positivi dalle esportazioni, aumentate del 4,4% con un valore assoluto di 1,25 miliardi di euro.
C’è da dire che i segnali per il 2017 (primo trimestre) non sono incoraggianti: si sono iscritte al registro camerale 572 nuove imprese, il 12% in meno dello stesso periodo del 2016. Questo, unito al fatto che in provincia gli occupati diminuiscono (sono duemila meno del 2015), rende più che mai attuale la riflessione su come uscire dall’impasse-terremoto. L’assessore regionale Dino Pepe ha sottolineato che la Regione ha messo in campo una serie di strumenti, fra cui l’area di crisi complessa e semplice. Il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, fra l’altro, ha fatto un appello all’unità del territorio ricordando che in altre province i parlamentari, ad esempio, hanno fronte comune per sostenere le ragioni del proprio territorio, cosa che nel Teramano non avviene. A tal proposito è stata ricordata come esempio positivo il corteo a Roma con duemila cittadini. E su questo filone il rettore Luciano D’Amico ha parlato scelte da fare sul futuro della provincia avendo però ben chiara una visione d’insieme strategica. A parlare delle necessità di un artigianato che ormai da anni segna il passo (in provincia 513 iscrizioni su 657 cancellazioni con un saldo negativo di 144 imprese) è stato Graziano Di Costanzo. A Giustino Vallese, presidente dell’ordine degli architetti, il compito di pensare l’assetto della provincia nel dopo-terremoto e a Marcello D’Alberto, direttore dell’ufficio della ricostruzione di trarre le conclusioni indicando i tempi per l’inizio dei lavori: peraltro a stretto giro dovrebbero iniziare quelli delle palazzine Ater.
Finiti i lavori, l’elezione degli organismi dirigenti della Cna. Il presidente Gianfredo De Santis, dopo due mandati, ha lasciato l’incarico, al suo posto è stato eletto Bernardo Sofia, 44 anni, presidente della Nuova Sma.
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