Il Val Vibrata si rilancia Aumentano gli interventi

15 Febbraio 2016

Costante l’incremento dell’attività chirurgica all’ospedale di Sant’Omero in particolare in ortopedia. Insufficienti i posti letto nel reparto di medicina

SANT’OMERO. Non è possibile stabilire se il temporaneo blocco degli interventi chirurgici da dicembre scorso e per quasi tutto gennaio (a causa del ridotto numero di anestesisti e della legge europe che impone limiti orari alle attività mediche) nuocerà alla buona statistica dell’ospedale “Val Vibrata”. Sant’Omero, nel frattempo, si gode il successo dei numeri di oggi. Lo scorso anno, si è registrato un aumento degli interventi in sala operatoria, in day surgery e ambulatoriali: erano 2459 nel 2014, lo scorso anno, invece, sono stati 2715. Una crescita che, in realtà, il “Val Vibrata” registra anno dopo anno da quando sono state rilanciate chirurgia generale, ostetricia-ginecologia e ortopedia. A ortopedia-traumatologia, diretta da Vittorio Di Cesare, è l’attività protesica a trainare particolarmente l’attività. Ma sono diversi anche gli interventi in artroscopia eseguiti dall’equipe con tecniche moderne. Nel 2015, i dati confermano che i ricoverati in regime ordinario a Sant’Omero sono stati 683 contro i 674 di Teramo. In crescita, come dicevamo, anche la chirurgia generale coordinata da Domenico Gizzonio, dove sono state eseguite operazioni anche di complessità medica degna dei grandi ospedali specializzati. A Sant’Omero, l’altra divisione in ascesa è ostetricia-ginecologia, diretta da Felice Patacchiola, indissolubilmente legata a pediatria, spesso in superlavoro e con personale insufficiente. All’attività medica dell’ostetricia, ulteriore slancio lo darà il parto in acqua. Fuori dal blocco operatorio (che è ripartito dopo il rinforzo del personale anestesista inviato dalla Asl di Teramo), c’è cardiologia che funziona. A Sant’Omero, in particolare, l’unità operativa diretta da Pierluigi Natali sta registrando un aumento delle prestazioni in riabilitazione cardiologica. Tanti i pazienti inviati dal Mazzini di Teramo. Quanto ai reparti più affollati, è medicina quello maggiormente in sofferenza ed i cui posti letto spesso sono insufficienti a fronteggiare la domanda.

Alex De Palo

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