Il vescovo: non sono stato trasferito a Lecce

28 Maggio 2017

Seccia: «Nessuna disposizione in tal senso, lavoro quotidianamente per questa diocesi»

TERAMO. «Al momento non esistono disposizioni in tal senso». Così il vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Michele Seccia, di ritorno dai lavori dell’assemblea della Conferenza episcopale italiana, smentisce le notizie circolate nei giorni scorsi su un suo possibile trasferimento entro fine anno in Puglia, sua terra natale, per assumere l’incarico di arcivescovo metropolita di Lecce. A farne menzione in un primo tempo era stato il quotidiano “Faro di Roma” e da lì la voce di stampa era rimbalzata su diverse testate giornalistiche locali. Il vescovo, giunto a Teramo l'8 settembre 2006 dopo l’esperienza decennale nella diocesi di San Severo, spiega di essere «quotidianamente impegnato nell'attività pastorale e nella cura della diocesi, nonché nella ricerca di soluzioni per riattivare le numerose chiese terremotate, al fine di restituirle alla loro funzione religiosa e sociale». Quanto alle voci di trasferimento, queste andrebbero lette in una chiave ben precisa. «Quando un vescovo lascia per raggiunti limiti di età, come nel caso dell’arcivescovo Domenico D’Ambrosio, vescovo di Lecce», precisa Seccia, «è normale che si facciano ipotesi e supposizioni sul futuro successore con nomi possibili o auspicabili. In questo caso, data la mia origine pugliese, è stato accostato il mio nome al futuro successore di monsignor D’Ambrosio». Il vescovo conclude assicurando che, dovessero esserci notizie certe e fondate al riguardo, sarà sua cura darne comunicazione a diocesi e organi d’informazione.
Chiara Di Giovannantonio
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