Il vigile lo multa sulle strisce scolorite

8 Giugno 2014

ROSETO. I vigili urbani lo invitano a spostare l’automobile perché in divieto di sosta, ma poi lo multano nonostante abbia parcheggiato più in là, dove era consentito. Protagonista dell’episodio un...

ROSETO. I vigili urbani lo invitano a spostare l’automobile perché in divieto di sosta, ma poi lo multano nonostante abbia parcheggiato più in là, dove era consentito. Protagonista dell’episodio un imprenditore rosetano, il quale ha assistito incredulo alla scena dell’agente municipale che redige davanti ai suoi occhi il preavviso di accertata violazione alle norme del codice della strada che gli viene poi consegnato a mano. Tutto questo dopo che lo stesso vigile gli aveva chiesto, pochi minuti prima, di spostare la macchina perché sulle strisce pedonali. «Mi trovavo al bar», racconta l’imprenditore, «quando un vigile è entrato chiedendo di chi fosse l’auto parcheggiata davanti al locale. Ho detto che era mia e sono uscito, spostandola qualche metro avanti, fuori dalle strisce zebrate». Bisogna sottolineare che nella zona in questione (siamo sulla statale 16, proprio di fronte al Prusst ex Monti) ci sono strisce pedonali attive’, mentre subito dopo, quasi contiguo, c’è un altro passaggio zebrato ormai non più operativo perché nel frattempo è cambiata la viabilità. L’imprenditore, consapevole della situazione, ha quindi parcheggiato la sua automobile sopra le strisce inattive, quindi in posizione regolare. «Tra l’altro vorrei evidenziare», continua l’imprenditore multato, «che le strisce sono entrambe quasi invisibili perché assai sbiadite sia per quanto riguarda il passaggio attivo, sia per quello ormai disattivato. D’altro canto, lo stesso assessore ai lavori pubblici Fabrizio Fornaciari, da me interpellato, mi ha confermato che le strisce sono scolorite, quindi anche per questo la multa potrebbe essere nulla». Ma non è solo questo il motivo che potrebbe portare all’annullamento della sanzione. «Dopo lo sconcerto iniziale», continua l’imprenditore ancora visibilmente contrariato, «ho notato che la data riportata sul preavviso era sbagliata, così come viene indicato che la mia auto era in sosta sul marciapiede e non sulle strisce pedonali, peraltro non più attive». Insomma una serie di sviste che hanno convinto l’imprenditore ad andare fino i fondo, partendo dal ricorso che presenterà.(f.ce.)

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