Il Villaggio del fanciullo non verrà demolito

Silvi, la Sovrintendenza vieta l’abbattimento e il Comune chiede fondi alla Regione per recuperarlo
SILVI. Il Villaggio del fanciullo non verrà demolito. La novità è emersa durante lo scorso faccia a faccia tenutosi a Silvi tra il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e l’amministrazione comunale che gli ha riferito del recente diniego da parte della Sovrintendenza alle belle arti di abbattere i manufatti esistenti. Settimane fa infatti gli ingegneri della Sovrintendenza dopo un breve sopralluogo nell’ex colonia hanno escluso l’ipotesi di radere al suolo le strutture a causa di diversi vincoli.
L’assessore Giovanni Rocchio afferma: «Dove c’erano la chiesetta ed altre casette, bisogna provvedere all’adeguamento alle nuove norme sismiche, le strutture vanno recuperate poiché sono vincolate e non si può modificare nulla. La richiesta di abbattimento per il villaggio l’hanno bocciata, per cui ora il recupero comporta l’impiego di ingenti somme di denaro (circa 2 milioni di euro) che il Comune in questo momento non può impegnare, e se lo facesse si bloccherebbero tutte gli lavori in cantiere. Per tale motivo stiamo predisponendo un protocollo d’intesa da inviare a giorni alla Regione per ottenere i finanziamenti necessari per la sistemazione delle aree». Rocchio aggiunge: «D’Alfonso è venuto a Silvi per venirci incontro, per la struttura principale del Villaggio presenteremo un progetto organico e ci indirizzeremo verso la sua ristrutturazione». Su quale sarà il progetto che il Comune di Silvi presenterà al governatore, Rocchio parla di un centro polifunzionale c«on tante vetrate a specchio con una sala a servizio delle associazioni, un circolo anziani, una sala riunioni . Il presidente D’Alfonso ha preso un impegno con noi e non penso che venga a raccontarci cose che non potrà fare».
Facendo un passo indietro, la storia del Villaggio affonda in un mare di polemiche e ritardi. La passata amministrazione comunale targata Vallescura, iniziò i lavori di ristrutturazione nell'aprile 2007, ma vennero bloccati per un presunto abuso edilizio e il cantiere fu sequestrato dalla magistratura nell'ottobre 2008. Il Comune fece ricorso e ottenne lo sblocco del cantiere, ma sopravvenne un contenzioso con la ditta appaltatrice. Da allora è tutto rimasto fermo. Il sindaco Francesco Comignani si era più volte augurato di radere al suolo ol mostro di cemento al fine di restituire alla cittadinanza spazi negati e regno di un’incuria senza fine.
Domenico Forcella
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