Il voto quartiere per quartiere: il Pd regge l’urto solo in centro

Fratelli d’Italia sbanca nell’uninominale con Meloni (Camera) e Liris (Senato): staccati gli avversari Nel proporzionale l’M5S va meglio dei Dem imponendosi in 23 sezioni. Per Forza Italia due successi
TERAMO . Il risultato non è mai stato in discussione. Anche in città l’onda del centrodestra, alimentata da Fratelli d’Italia, si è riversata nelle urne allontanando di gran lunga le altre coalizioni in corsa per i seggi in Parlamento. L’analisi del voto teramano, dunque, non si discosta da quelle regionale e nazionale, ma lascia qualche spunto particolare nella lettura dei dati in ciascuna delle 80 sezioni in cui si sono distribuiti gli oltre 41mila elettori che domenica si sono espressi su deputati e senatori da mandare a Roma. Posto che il partito della futura premier Giorgia Meloni ha fatto il pieno quasi dappertutto, portando il centrodestra a superare il 43 per cento dei consensi, c’è da fare un distinguo tra i collegi per la quota maggioritaria o uninominali e quelli per il proporzionale, con liste bloccate plurinominali. Nei primi non c’è stata partita, nei secondi sono emersi, per quanto timidi, segnali in controtendenza rispetto ai risultati complessivi.
L’EFFETTO GIORGIA
In tutti i seggi l’uninominale ha premiato la leader di FdI, in corsa per la Camera su Teramo-L’Aquila, con percentuali che in altri periodi storici si sarebbero dette bulgare. Meloni trionfa in tutte le sezioni, dal centro alla periferia più sperduta, tenendosi sempre ben al di sopra del 40 per cento. La futura premier ha incassato 11.585 preferenze (43,66 per cento). Staccatissimi tutti gli altri, a cominciare dalla sindacalista aquilana Rita Innocenzi in corsa per il centrosinistra che si è fermata a 6.254 voti (23,54 per cento). In diversi seggi la candidata di Pd, Alleanza Sinistra-Verdi, +Europa e Impegno civico, è stata superata da Attilio D’Andrea del Movimento 5 Stelle che in totale ha ottenuto 5.105 consensi (19,24 per cento). Stessi risultati nell’uninominale per il Senato che ha visto dominare l’assessore regionale di FdI Guido Quintino Liris (11.580 voti, pari al 43,69 per cento), su Massimo Carugno del centrosinistra, che non è andato oltre 6.258 voti (23, 61 per cento) e il grillino Isidoro Gianluca Malandra con 5.234 consensi (19,75 per cento).
LE ECCEZIONI
Limitate variazioni sul tema spuntano qua e là sul territorio nel plurinominale. FdI cede qualcosa agli avversari sia alla Camera che al Senato. A beneficiarne sono soprattutto i Cinque Stelle che la sputano in 13 seggi alla Camera e 11 al Senato, sparsi tra la Cona, la scuola Risorgimento di via Flaiani, contrada San Benedetto, la scuola Molinari in zona stazione, San Nicolò, Nepezzano, Sant’Atto, Piano della Lenta, Poggio San Vittorino e Villa Vomano. In questi casi i grillini superano il 20 per cento dei consensi, relegando spesso il Pd al terzo posto. Per i Dem c’è davvero poca gloria anche in città. Si devono accontentare di vittorie, anche risicate in qualche circostanza, in appena tre sezioni per il Senato, alla Zipppilli, al Di Poppa e alla De Jacobis, e sei per la Camera, sempre nella scuola media a ridosso della villa comunale, nell’istituto professionale di Piano Solare e all’ospedale. In due seggi per palazzo Madama il Pd pareggia con i grillini, al Delfico, e con FdI, alla Zippilli. Sul primo gradino del podio si affaccia anche Forza Italia che vince a Frondarola, roccaforte dell’ex assessore e attuale consigliere di opposizione Mario Cozzi, in entrambe le urne per il proporzionale e a Piano della Lenta per il Senato e a Villa Vomano per la Camera. In una sezione di Piano della Lenta il partito di Silvio Berlusconi mette in cascina anche un secondo posto, alle spalle sempre di Fratelli d’Italia e davanti al Movimento 5 Stelle. La sorpresa più grande esce, però, dalle urne della sezione 4 nella scuola elementare Noè Lucidi che raccoglie elettori del centro storico. A imporsi nel proporzionale per il Senato è “Noi moderati” di Maurizio Lupi che incassa cento preferenze. Qui FdI fa registrare il minimo consenso sul territorio comunale, con appena sei voti.
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