Il Wwf: «Non c’è chiarezza sugli Obelix»

19 Giugno 2018

L’associazione: manca la valutazione ambientale dell’impianto anti-valanghe per Prati di Tivo

TERAMO. «Manca la valutazione d’incidenza ambientale e non è chiaro il piano complessivo per la sicurezza dei Prati di Tivo». Sono le questioni poste dal Wwf in riferimento al progetto per l’installazione dei dodici cosiddetti “Obelix” per la gestione del rischio valanghe lungo la parete nord del Corno Piccolo. L’associazione ambientalista ricorda, in premessa, che il problema della protezione delle piste e della stazione sciistica esiste da oltre quarant’anni, ma si è posto all’attenzione probabilmente sulla scia della tragedia di Rigopiano. Il rischio, insomma, è stato ampiamente sottovalutato e comunque l’intervento prospettato per proteggere i Prati di Tivo a detta del Wwf denota «una certa superficialità». Dalle carte in possesso dell’associazione ambientalista, ottenute a seguito di richiesta di accesso agli atti, «non risulta alcuna richiesta di valutazione di incidenza ambientale che invece è obbligatoria dato che l’intervento ricade in siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale della Rete Natura2000 all’interno del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga». Il provvedimento sarebbe di competenza del Comune di Pietracamela, ma non viene menzionato nella nota della Provincia data 2 gennaio di quest’anno in cui si richiedono autorizzazioni e pareri ai vari enti interessati all’intervento. In assenza della valutazione d’incidenza ambientale, dunque, non si può entrare nel merito del progetto. Il Wwf fa notare comunque che i cosiddetti Obelix creano un impatto sul paesaggio «soprattutto per il loro supporto permanente formato da sostegni metallici di circa 3,90 metri di altezza, particolarmente visibili in assenza di neve».
Il problema potrebbe essere superato da «prescrizione di rimozione anche dell’intero supporto e non soltanto della “campana”, come è attualmente previsto: tecnicamente può essere realizzata, ma sembra che nessun ente chiamato ad autorizzare ci abbia pensato». Il Wwf pone anche la questione gestionale delle strutture. «Viste le esperienze degli ultimi decenni con continue crisi economiche dei vari gestori che hanno richiesto, come ora, impegni economici del pubblico», evidenzia l’associazione ambientalista riferendosi anche alla cabinovia dei Prati, «quali garanzie ci sono che si avrà la forza economica di manutenere e rimuovere ogni anno tali istallazioni?». Il rischio valanghe non si può sottovalutare, ma secondo il Wwf è necessario fare chiarezza anche sugli altri interventi previsti nel piano della Provincia per la sicurezza dell’area montana. (g.d.m.)
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