Il Wwf: «Non si capisce qual è il progetto»

19 Ottobre 2024

Reazioni polemiche di ambientalisti e politica. Torto (5 Stelle): «Milioni di soldi pubblici sprecati»

TERAMO. Acquifero del Gran Sasso: cosa sta succedendo? Se lo chiede il Wwf, ma se lo chiedono in tanti fra associazioni ambientaliste, esponenti politici e rappresentanti della società civile dopo lo scossone giunto giovedì dal commissario Caputi, con la nota divulgata per annunciare lo stop ai lavori per un problema di torbidità delle acque. Una notizia che ha scatenato polemiche e richieste di chiarimenti.
Per il Wwf «non appare chiaro quale sia l’idea progettuale che si sta perseguendo: messa in sicurezza delle gallerie dell’A24 e dei laboratori sotterranei dell’Istituto nazionale di fisica nucleare rispetto all’attuale sistema di prelievo o ricerca di nuovi punti di captazione allontanandosi da gallerie e laboratori? Il tutto mentre ad oggi l’Infn non ha neppure concluso le attività per rimuovere le sostanze pericolose stoccate nei laboratori del primo esperimento che ha deciso di dismettere, il processo per l’incidente del maggio 2017 si trascina da anni, si continuano a mandare a scarico circa 80/100 litri di acqua al secondo perché non sicura», scrive il delegato abruzzese Dante Caserta che denuncia anche come le associazioni ambientaliste non siano state mai coinvolte nella cabina di coordinamento e verifica che il presidente della Regione Marco Marsilio dirige. «Dopo tre commissari, milioni di euro spesi, due processi, a distanza di 24 anni dalle prime denunce degli ambientalisti, non si è neppure iniziato a lavorare alla soluzione definitiva del problema», chiosa il Wwf.
Sulla stessa lunghezza d'onda il Forum H2O, che chiede la rimozione di Caputi ma anche del commissario per la sicurezza trasportistica di A24 e A25 Corsini, contestando non solo la gestione del sistema acquifero ma anche quello degli interventi di messa in sicurezza. Per il Forum, il comitato Via «deve revocare il parere 4317 con cui ha approvato il progetto di manutenzione straordinaria proposto da Corsini e il parere 4347 con cui ha approvato le 21 perforazioni proposte da Caputi», mentre alla Corte dei conti chiede di «aprire un fascicolo sul danno erariale derivante dalla messa a scarico di quasi 15 miliardi di litri di acqua potabile da sei anni, a cui si aggiungono ulteriori scarichi (il 14-15 ottobre il Ruzzo segnala altri 60.000.000 di litri mandati a scarico). Questa risorsa idrica persa ha un valore di 15-20 milioni».
Preoccupazione per le 21 perforazioni viene espressa anche dalla deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Torto, che nei giorni scorsi ha presentato una interrogazione sia al ministero dell'Ambiente che delle Infrastrutture, e dalla consigliera comunale di Roseto Rosaria Ciancaione: «In Abruzzo accade che si facciano progetti di messa in sicurezza del Gran Sasso per i quali gli atti pubblicati dicono che necessiti una spesa di oltre tre milioni di euro e altrettanti per la progettazione che, invece, secondo quanto scritto dallo stesso commissario e da Italferr, sono finalizzati a trovare soluzioni progettuali per realizzare nuove captazioni. Ma vogliamo ricordarlo, nuove captazioni sono assolutamente vietate dalla legge! Una pioggia di denaro pubblico per attività cosi potenzialmente pericolose e rischiose».(v.m.)