Impianti chiusi, Finori accelera: «Riapertura per inizio estate»

Corsa contro il tempo del gestore per riattivare la cabinovia, partiti i lavori di manutenzione: «Gli interventi termineranno tra circa dieci giorni, ma servono le autorizzazioni della Regione»
PIETRACAMELA. «Sto facendo di tutto per riaprire la cabinovia il prima possibile e garantire l’estate a Prati di Tivo. Sono in corso le manutenzioni che termineranno il 10 giugno, ma siamo in attesa delle autorizzazioni da parte della Regione». Sono ottimistiche le parole di Marco Finori, il gestore degli impianti dei Prati pronto a far partire la stagione a inizio estate e non come l’anno scorso ad agosto.
«Il 22 maggio abbiamo iniziato le manutenzioni all’impianto e le termineremo tra una decina di giorni», spiega, «il piano di sicurezza l’abbiamo redatto anche noi oltre al Comune, ci siamo accordati con l’Asbuc di Pietracamela per la concessione dei terreni dove insistono le attrezzature e la settimana prossima ci incontreremo per ufficializzare il tutto, mancano solo le autorizzazioni al pubblico esercizio da parte della Regione che spero arrivino il prima possibile». Finori ha ripreso gli impianti, di cui è stato il gestore fino allo scorso novembre e dopo una riconsegna “a puntate”, con l’intervento dell’ufficiale giudiziario in ottemperanza dell’ordinanza del 29 marzo del tribunale di Teramo che aveva autorizzato il sequestro del ramo di azienda alla Gran Sasso Teramano (Gst), la società in liquidazione proprietaria delle attrezzature e nominato Finori custode giudiziario delle stesse con l’incarico di amministrarle.
Sentenza non gradita alla Gst che ha presentato un ricorso per il quale il tribunale, dopo aver rigettato la richiesta di sospensiva, si pronuncerà nel merito il 7 luglio. In quella data potrebbero aprirsi due scenari: gli impianti restano al gestore che può continuare la stagione o tornano nella disponibilità della Gst. «Sono in buonafede e tranquillo e rispetterò qualsiasi decisione verrà presa dal giudice», dice ancora, «se la Gst avesse rispettato la sentenza del 29 marzo e non avessi dovuto ricorrere all’ufficiale giudiziario avrei ripreso gli impianti un mese e mezzo prima e ora la cabinovia sarebbe già funzionante». Infine ribadisce la propria volontà di acquistare tutto il lotto degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva.
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