Impianti chiusi, la Provincia si difende

27 Giugno 2021

Prati di Tivo, il presidente Di Bonaventura replica a Mariani: «Situazione provocata dal centrosinistra»

TERAMO. Sugli impianti di risalita chiusi, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura replica al capogruppo regionale di "Abruzzo in Comune" Sandro Mariani che ha definito la Provincia e il Comune di Pietracamela «protagonisti dello stallo di Prati di Tivo, perché fino a oggi non hanno sbloccato una situazione incresciosa, ma hanno giocato a fare i comunicati stampa». La replica di Di Bonaventura: «Le decisioni le abbiamo prese insieme in assemblea, anzi le avete prese, io non c’ero in Provincia», controbatte, «La commissione di vigilanza della Regione conosce i fatti. Voi cosa avete fatto?». Sul tema della mancata concessione dall’Asbuc alla Gran Sasso Teramano(Gst) all’uso dei terreni su cui insistono le attrezzature, anche la cabinovia che è ancora chiusa, Di Bonaventura rincara la dose e aggiunge: «La Gst ha numerosi soci e fra questi la Regione, i cui uffici amministrativi hanno formalizzato il ritiro della concessione prendendo per buona la tesi dell’Asbuc, altro socio della Gst. E senza la concessione, che dipende dalla Regione e dalla sua controllata Asbuc, gli impianti non possono ripartire. La precedente amministrazione di centrosinistra in Regione e in Provincia ha messo in liquidazione la società, ha accumulato un debito con l’erario e non ha pagato l’Asbuc. Noi con coraggio abbiamo intrapreso la strada della liquidazione che voi avete decretato: un bene che apparentemente non valeva nulla e che nessuno voleva, adesso, è conteso a un costo che ripagherà tutti i debiti, consentendo una vera “ripresa”».
Adele Di Feliciantonio
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