Impianti fermi, il sindaco di Fano: «Le responsabilità non sono mie»

8 Ottobre 2021

FANO ADRIANO. «In merito alle dichiarazioni del liquidatore Di Natale in occasione delle dimissioni e del presidente Di Bonaventura l'amministrazione comunale di Fano Adriano che ho l'onore di...

FANO ADRIANO. «In merito alle dichiarazioni del liquidatore Di Natale in occasione delle dimissioni e del presidente Di Bonaventura l'amministrazione comunale di Fano Adriano che ho l'onore di presiedere esprime stupore e incredulità per l’aspra invettiva rivolta al Comune e rigetta ai mittenti le palesate "responsabilità" addossate in modo del tutto gratuito e inveritiero». Questa la replica del sindaco Luigi Servi dopo l’assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano (Gst) nella quale ci sono state le dimissioni del liquidatore Gabriele Di Natale maturate dopo l’arrivo della notifica del ricorso al Consiglio di Stato del Comune fanese avverso la Gst nel quale si chiede la sospensiva della prima sentenza del Tar favorevole alla Gst e il risarcimento di oltre 500mila euro.
Ricorso che di fatto ha bloccato la vendita degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva di proprietà della Gst alla Finori srl per 1milione e 650mila euro. «Ci domandiamo perplessi», incalza Servi, «come possa un socio di minoranza con lo 0,2% del capitale sociale della Gst essere responsabile delle tristi vicende liquidatorie della stessa. Le responsabilità vanno cercate altrove. Le amministrazioni comunali hanno tentato in ogni modo di addivenire a una soluzione concordata della triste e deludente gestione della Gst, non ricevendo, di contro alcuna considerazione». Servi fa riferimento a Prato Selva. «La nostra stazione è chiusa e in stato di abbandono da cinque anni e nemmeno un euro è stato speso per mantenerla in vita», prosegue, « ci sarebbe piaciuto valutare soluzioni concordate con nuove progettualità per il nostro comparto montano, ma ci sembra, invece, che si siano effettuate scelte di senso opposto, con soluzioni connotate da carenza progettuale e con ripercussioni economiche e sociali per la collettività. Ribadiamo la piena disponibilità, al di là delle azioni giudiziarie intraprese a valutare e concordare nuove soluzioni bonarie a condizione che ciò avvenga in un clima di rispetto reciproco e di volontà costruttiva».
Adele Di Feliciantonio
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