Impianti sciistici: la ditta Persia rilancia a un milione e mezzo

23 Giugno 2021

Nuova offerta per l’acquisto delle strutture, tra sette giorni l’assemblea della Gran Sasso Teramano decide a chi darle

PIETRACAMELA. L’impresa Fratelli Persia di Tottea torna all’attacco per l’acquisto degli impianti sciistici di Prati di Tivo e Prato Selva, rilanciando l’offerta a un milione e 520mila euro. Una mossa arrivata nell’ultimo giorno utile che riapre la partita per l’aggiudicazione delle attrezzature con lo sfidante, l'attuale gestore Marco Finori. È stato Finori a presentare per primo l’offerta di acquisto di 900mila euro alla Gran Sasso Teramano (Gst), la società pubblico - privata in liquidazione proprietaria degli impianti, rilanciata in prima battuta dall’ingresso sulla scena della ditta Persia per 930mila euro e poi ancora una volta da Finori che l’8 giugno scorso si è dichiarato disponibile a saldare tutti i debiti della Gst valutati, sulla base dei dati di bilancio, a un milione e 400mila euro. La nuova e ultima offerta dei Persia è stata notificata ieri a Finori dal liquidatore della Gst Gabriele Di Natale e si dovrà attendere venerdì prossimo alle 13, termine ultimo nel quale Finori potrebbe presentare una nuova offerta migliorativa secondo quanto stabilito nella procedura di vendita. Qualsiasi scenario si aprirà passerà, comunque, nelle mani dell’assemblea dei soci della Gst che è stata convocata per mercoledì prossimo.
La vendita degli impianti potrebbe sbloccare anche la riapertura degli stessi. Ai Prati la cabinovia della Madonnina è ancora chiusa per la mancanza della concessione dei terreni dove insistono le attrezzature dopo la revoca alla Gst per l'insolvenza dei canoni da parte dell’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Pietracamela. Una questione che è arrivata su più tavoli istituzionali e in commissione vigilanza regionale, ma senza esito positivo. L’Asbuc è ferma sulle sue posizioni. «La cabinovia è di proprietà della Provincia che non vuole o non può stipulare una concessione con noi per la stagione estiva», spiega il presidente Paride Tudisco, «la Gst è morosa nei nostri confronti e quindi non è possibile rilasciare la concessione, come non possiamo rilasciarla a Finori che in questo momento è gestore e non concessionario. Siamo rammaricati per la situazione che si è creata, ma le strade percorribili sono due: o la Gran Sasso Teramano adempie ai debiti nei nostri confronti, oppure attendiamo il nuovo acquirente che potrà subentrare come concessionario alla Gst e riprendere la concessione».
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