Impianti, si riparte: c’è il nodo Bonolis

L’impianto senza Teramo calcio rischia di restare deserto A settembre nuovo bando del Comune per il PalaScapriano
TERAMO . Nell’estate amara del calcio lo sport teramano si prepara a ripartire con la riattivazione dei propri impianti. I calendari per l’utilizzo di campi e strutture, quasi tutti affidati alle società, sono ormai stilati: ma restano da sciogliere due grossi nodi gestionali. Sono quelli che riguardano i principali impianti cittadini. Per motivi diversi, sia il PalaScapriano che lo stadio Bonolis restano in una condizione d’incertezza. L’impianto di Piano d’Accio, con il Teramo Calcio sprofondato in Promozione per il crack societario, rischia di restare desolatamente vuoto. La nuova società biancorossa sta valutando altre soluzioni: l’utilizzo del Bonolis sarebbe infatti sproporzionato, in termini di costi e potenziale affluenza di pubblico, per una categoria dilettantistica. Sulla struttura di Piano d’Accio, tra l’altro, resta aperto il contenzioso tra il Comune e la Soleia, società dell’imprenditore Franco Iachini a cui è affidata la gestione e che ha di recente chiesto un arbitrato all’Anac sul mancato accordo per il riequilibrio del piano economico e finanziario dell’impianto.
Per il palazzetto dello sport di Scapriano non c’è il rischio desertificazione. L’impianto anche quest’anno ospiterà la pallacanestro, con Teramo a Spicchi e Basket Teramo 1960, ma resta il problema della gestione. Per ora l’onere di pagare le bollette e fare la manutenzione resta in capo al Comune, anche se a breve partirà l’ennesimo tentativo di affidare la struttura ai privati.
«Entro settembre definiremo il bando per l’assegnazione», spiega l’assessore alo sport Sara Falini, «ci sono società interessate, anche se i costi rappresentano una preoccupazione». Per attenuare i timori l’ente ha previsto un contributo annuo a scalare da parte del gestore, che dai 60mila euro del primo anno di affidamento vedrà ridurre l’esborso richiesto in quelli successivi. «È un sistema che consentirà progressivamente di limitare i costi e aumentare i margini d’introito», fa rilevare Falini, «ma i soli incassi dell’attività sportiva non possono bastare». Il PalaScapriano, dunque, dovrebbe ospitare altri eventi per garantire al gestore un equilibrio finanziario. Entro fine anno il nodo dovrebbe essere sciolto.
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