Impianti sportivi, delibere rinviate un’altra volta

16 Dicembre 2017

È il secondo ritiro in extremis dei provvedimenti da parte dell’amministrazione Pavone: «Sono incapaci». Casa Civica: «Nervosismo evidente in maggioranza»

ROSETO. Per la seconda volta le delibere sugli impianti sportivi vengono ritirate dal consiglio comunale. Il 5 agosto, infatti, i consiglieri d’opposizione fecero notare degli errori di forma e la maggioranza fu costretta al rinvio. Dopo 5 mesi, nel consiglio comunale di giovedì scorso, la maggioranza ha ripresentato le due delibere relative ai campi sportivi ma poi le ha di nuovo ritirate in quanto sono sorti dubbi sulla mancanza agli atti delle foto degli impianti, quelle che vengono individuate come carte di identità dei campi. «Abbiamo preso questa decisione», dice il sindaco Sabatino Di Girolamo, «per estremo rispetto di tutti i consiglieri».
Ma il consigliere d’opposizione ed ex sindaco, Enio Pavone, non ci sta e dice: «È l’ennesima dimostrazione del pressapochismo e dell’incapacità amministrativa del sindaco Di Girolamo e della sua ‘armata Brancaleone; non si comprende infatti perché, dopo mesi di attesa e di lavoro che avrebbero dovuto svolgere per verificare tutte le carte, inventino ancora qualche futile motivo per ritirare le delibere. Cominciano a essere evidenti le spaccature su questo argomento, così come l’insoddisfazione di qualche consigliere all’interno della maggioranza che viene relegato ad un ruolo da comprimario e comincia forse a stancarsi di alzare solo la mano e rispondere “sissignore” ogni volta».
Alle critiche di Pavone si uniscono quelle dei consiglieri di Casa Civica. Mario Nugnes, in particolare, aveva fatto un lungo intervento sul punto ed è rimasto incredulo per la decisione presa. «Sotto gli occhi increduli del consigliere delegato allo sport, Marco Angelini, il capogruppo del Pd, Celestino Salvatore», dice Nugnes, «ha chiesto il rinvio delle proposte di delibera in quanto presentavano una problematica non meglio specificata». Il consigliere di Casa Civica Angelo Marcone evidenzia come «mentre il collega Nugnes sottolineava la lentezza dell'amministrazione, la maggioranza si accorgeva di altri gravi errori contenuti nella stessa delibera ed era costretta di nuovo al dietro front. Marco Angelini, consigliere con delega ad hoc», conclude Marcone, «si è astenuto dalla votazione del rinvio e si è notato un particolare nervosismo verso i compagni della sua stessa maggioranza, rei evidentemente di aver messo in luce di nuovo le lacune del suo lavoro».
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