Impianti sportivi, si può evitare la chiusura
Tortoreto, proroga concessa alle società sfrattate dalle strutture inagibili e al via lavori urgenti
TORTORETO. Le società sportive strappano un accordo al Comune di Tortoreto: dieci giorni in più per restituire le chiavi delle quattro strutture inagibili, mentre l'ente farà una corsa contro il tempo per trovare soluzioni temporanee che evitino l'esilio immediato delle attività sportive verso altri comuni vicini.
Questo il risultato dell'incontro tesissimo di ieri mattina tra i presidenti delle realtà sportive tortoretane e il commissario prefettizio Francesco Tarricone, oltre ai responsabili degli uffici comunali. Ufficialmente, le società avranno del tempo in più per portare via l'attrezzatura, visto che il primo avviso del Comune, arrivato all'improvviso, dava loro solo cinque giorni per riconsegnare le chiavi degli stadi Pierantozzi e Fontanelle, del palazzetto dello sport e del bocciodromo. In realtà, però, i dieci giorni serviranno anche all'ente per tentare di ridurre le dimensioni dell'emergenza: potrebbero bastare per mettere a norma almeno gli impianti elettrici di alcune delle strutture, in attesa di lavori definitivi per risolvere tutte le altre criticità. In particolare, la situazione più facile da risolvere, almeno temporaneamente, sembra essere quella dello stadio Fontanelle del centro storico, dove alcuni minimi interventi e l'esclusione di fari non a norma potrebbero evitare la chiusura totale della struttura. Il Fontanelle, oltre al rugby, per qualche settimana potrebbe così ospitare anche il calcio giovanile della società "Alba-Tortoreto", che dovrà sicuramente lasciare il Pierantozzi del Lido a causa delle sue maggiori criticità. Di media difficoltà, secondo il Comune, la sistemazioni provvisorie degli impianti elettrici del palazzetto dello sport e del bocciodromo.
Fra dieci giorni, se l'ente sarà riuscito a rispettare l'impegno preso, allora le società sportive avranno scampato il rischio di dover annullare i campionati in corso. Ma non senza subire altri disagi importanti: per le criticità strutturali dei campi da gioco, infatti, alcuni potrebbero subire l'obbligo di partite a porte chiuse o limitazioni persino sulla presenza di staff e atleti.
L'emergenza, basata sull'inagibilità e le criticità oggettive delle strutture, è nata dopo il tentativo, a settembre, da parte del Comune di regolarizzare la gestione dei campi da gioco con un bando e a causa degli esposti della società calcistica "Città di Tortoreto" che nel frattempo ha deciso di giocare fuori città.
Luca Tomassoni
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