Impianto rifiuti, la ditta torna alla carica

Mosciano, lettera al sindaco per sapere perché il Comune è contrario al progetto del biodigestore
MOSCIANO. Ettore Proserpio, amministratore della società “Le Balze sas” di Bergamo (ex Cablo srl), proprietaria del terreno dove dovrebbe sorgere l’impianto di trattamento rifiuti denominato biodigestore, ha inviato una lettera al sindaco Giuliano Galiffi e a tutti i consiglieri comunali per conoscere la sorte di quell’area. La società, nel premettere di aver stipulato un preliminare di vendita con la Ctip Blu srl per la cessione di quell’appezzamento, fa presente di aver versato già dal 2010 nelle casse comunali la somma di 256mila euro per opere di urbanizzazione. L’azienda bergamasca sottolinea inoltre di aver continuato a corrispondere imposte comunali derivanti dalla destinazione urbanistica del terreno di tipo industriale. Ma “Le Balze”, senza mezzi termini, esterna «il proprio disappunto verso l’atteggiamento del Comune di Mosciano», un tempo favorevole alla realizzazione dell’impianto ma poi contrario. In seguito, secondo la società, ci sarebbero state «alcune azioni di contrasto da parte dell’amministrazione comunale», che avrebbe cambiato repentinamente atteggiamento dando il via ad un percorso di opposizione al progetto elaborato dalla Ctip Blu srl. L’azienda bergamasca chiede così chiarimenti «su cosa impedisce oggi all’Ente di promuovere, invece che ostacolare, un progetto di investimento che supera i 15 milioni di euro» che porterebbe all’azzeramento della tariffa di conferimento dell’umido, allo sviluppo e promozione dell’imprenditoria e dell’occupazione locali.
Tra i destinatari della missiva figura anche la consigliera di Mosciano Nostra Maria Cristina Cianella che pone alcuni interrogativi: «Qual è il percorso reale seguito dall’amministrazione comunale e quale la posizione iniziale? Fino ad oggi c’è stata solo propaganda? C’è ancora altro da scoprire su questa vicenda gestita in maniera quantomeno disinvolta da chi governa la città?». Insomma tanti i punti di domanda che vengono fuori dalla complessa situazione del biodigestore che per tanto tempo ha occupato le cronache moscianesi. Tutto però è ancora fermo e l’argomento potrebbe tornare di attualità nella prossima campagna elettorale. (al. al.)
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