Imprenditore cinese riassume le tre operaie licenziate

VAL VIBRATA. L’imprenditore cinese dell’abbigliamento aveva mandato a casa tre lavoratrici italiane che avevano richiesto la regolarizzazione del rapporto di lavoro full time. Così, si erano...
VAL VIBRATA. L’imprenditore cinese dell’abbigliamento aveva mandato a casa tre lavoratrici italiane che avevano richiesto la regolarizzazione del rapporto di lavoro full time. Così, si erano ritrovate senza indennità di disoccupazione per dimissioni volontarie comunicate al Centro per l’impiego. Dimissioni false perché le tre lavoratrici non avevano mai firmato la volontaria rinuncia al posto di lavoro. Il caso, sollevato e seguito dal sindacato Cisal, era stato portato davanti al giudice del lavoro di Teramo, ma successivamente le parti hanno raggiunto un accordo e quindi il ricorso in tribunale è stato ritirato.
L’imprenditore, grazie anche alla mediazione sindacale, ha riassunto le tre lavoratrici a tempo indeterminato, riconoscendo loro anche la quattordicesima prevista dal contratto. In più, ha pagato un piccolo indennizzo per quanto accaduto. Un epilogo positivo per l’ennesima vertenza di lavoro . «Con la Cisal ed i propri uffici legali si è raggiunto un accordo scritto in cui le lavoratrici hanno ottenuto la reintegrazione ottenendo un nuovo contratto a tempo indeterminato,agganciato al nuovo contratto nazionale lavoro del settore commercio», spiega Rosario Dalli Cardillo della Cisal, «unitamente all’accordo si è ottenuto un indennizzo. La parte imprenditoriale si è impegnata a osservare le norme che disciplinano il lavoro in Italia, riportando al centro il valore della dignità umana compresi i diritti minimi delle lavoratrici».
Alex De Palo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

