Imprese e professionisti strozzati dai mutui

Montorio, l’allarme di un commercialista: «Pagare le tasse sospese di due terremoti è impossibile»
MONTORIO AL VOMANO. È un grido di allarme rivolto al mondo politico quello lanciato dal commercialista Vincenzo Quaranta per le imprese e i professionisti dell’entroterra teramano, costretti a correre dietro a rate e mutui. «Gli imprenditori, i lavoratori autonomi, gli esercenti di attività agricole e i professionisti titolari di partita Iva», spiega il commercialista, «operanti nelle zone colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 hanno pagato imposte e tasse sospese nel periodo che va dal 24 agosto 2016 al 31 dicembre 2018, accendendo dei mutui a tasso zero, assistiti dalla garanzia dello Stato».
Per i due finanziamenti (2016/2017 il primo e 2018 il secondo) il pagamento dei relativi mutui si sarebbe attivato il 1° gennaio 2020 e il 1° gennaio 2021. Ma per dare respiro alle aziende, il Governo ha deciso a inizio 2020 di spostare la rata del primo finanziamento di sei mesi, per cui diversi istituti bancari hanno addebitato nei giorni scorsi questa prima rata. «Fin qui potrebbe sembrare tutto in regola», ha aggiunto Quaranta, «ma non dobbiamo dimenticare che le imprese dell’entroterra stanno ancora pagando le rate mensili relative alle imposte sospese a seguito del terremoto del 2009, rate che finiscono il 31 dicembre 2021. Da quel sisma non ci siamo mai completamente ripresi e ad esso poi si sono aggiunti quelli del 2016 e 2017, le cui rate sono iniziate proprio in questo luglio. Inoltre, a settembre si ripartirà con le rate sospese per il Covid 2019». Insomma, professionisti e imprese sono strozzati dai pagamenti.
«In una situazione come questa», prosegue Quaranta, «ci aspettavamo che si procedesse a un rinvio della prima rata di addebito di questi mutui e, in seconda battuta, valutare uno sconto al 40% come previsto dall’Inps per le rate sospese del sisma 2016, che stiamo restituendo già da gennaio». La riduzione applicata dall’Inps al 40% (non del 40%) sta, infatti, dando respiro ai titolari di partita Iva. Il paradosso per il professionista montoriese è che a fine giugno, comunque, sono arrivati alle aziende i contributi a fondo perduto previsti dall’Agenzia delle Entrate: «mille o duemila euro di minimale», dice, «che paradossalmente consentiranno di coprire le rate che sono state addebitate in questo mese di luglio. Per cui i soldi dello Stato ci sono, ma nessun politico in questi mesi si è posto il problema di chi a fine anno si troverà a pagare due rate di mutui (sisma 2016-2018) e tre rate di F24».
Catia Di Luigi
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