Impugna la multa, perde e paga il doppio

18 Maggio 2016

La storia di un medico che prende un verbale nonostante esponesse il tagliando “in visita”

TERAMO. Parcheggia l’auto con il tagliando “medico in visita” ma siccome occupa un parcheggio dei motorini un vigile gli fa una multa. Lui fa ricorso, che la prefettura rigetta dopo 4 mesi e mezzo perchè il vigile sostiene che il tagliando non c’era. E al medico tocca pagare la multa raddoppiata, a causa dei tempi lunghi della prefettura. E così Pier Luigi Orsini, fino a un anno fa direttore del dipartimento di emergenza e accettazione della Asl scrive al sindaco e al prefetto.

La multa è stata fatta il 12 dicembre 2015 in circonvallazione Ragusa fronte civico 39.Nell’auto, precisa Orsini, c’era il tagliando "Medico in visita domiciliare" con orario di arrivo alle 9,30. La multa è stata comminata 9,55 in un momento in cui «a causa della giornata piovosa, non era presente nell'area alcun motociclo», fa notare il medico.

Che subito prede carta e penna e segnala il caso in prefettura. Il 9 maggio 2016 gli viene notificata, dalla prefettura, un'ingiunzione di pagamento che spiega il rigetto del ricorso in base alla dichiarazione del vigile verbalizzante che non era presente alcun contrassegno. «Per la prefettura tale dichiarazione è incontrovertibile in quanto, "i fatti che ricadono sotto la percezione diretta dei verbalizzanti hanno fede privilegiata"», aggiunge Orsini , «per contestare quanto affermato dal vigile è necessaria una denuncia per falso da depositare presso il giudice di pace».

Orsini osserva: «é normale pensare che un agente, interpellato dopo quasi 5 mesi da un evento così marginale, possa ricordare la mancanza di un contrassegno che non è nemmeno obbligato a cercare in un parcheggio per motocicli?».Peraltro sottolinea che vista la posizione della macchina e della multa, è possibile che il tagliando non sia stato notato.

Ciliegina sulla torta è il raddoppio della multa: «inizialmente di 56 euro (41+15 per incredibili spese postali e procedurali), è arrivata, dopo il ricorso al prefetto presentato nei tempi giusti, a 104 euro (il doppio + le spese). Quindi il ricorso non interrompe il trascorrere del tempo per l'aumento della sanzione e, se l'esito è negativo, è come non averlo fatto e si raddoppia, Faccio anche notare che se la prefettura rispondesse entro 30/40 anche 50 giorni ad un immediato ricorso, la sanzione resterebbe di 41 euro, ma nel caso in oggetto la risposta è arrivata dopo 4 mesi e mezz ! Mi chiedo perché il cittadino abbia termini perentori per far valere i propri diritti mentre le istituzioni, rispondono con tempi biblici incuranti delle conseguenze dei loro atti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA