Imu, scattano le aliquote ridotte per alcune categorie di proprietari

23 Giugno 2020

Sconti a chi affitta a canone concordato, sulle case di residenti all’estero e sugli immobili produttivi Evitato l’ aumento dell’imposta per le abitazioni date in comodato gratuito ai figli dei proprietari

TERAMO. Conferme e riduzioni. Si muovono su questo binario le aliquote Imu varate dal Comune per quest’anno. La commissione finanze ha esaminato le indicazioni, orientate in questa direzione, del nuovo regolamento che sostituisce la Iuc, l’imposta unica comunale. L’Imu resta accorpata alla Tasi, mentre la Tari farà capo a sé con un apposito atto regolamentare, ma quel che più conta sono le variazioni in diminuzione per alcune categorie imponibili.
Per gli immobili affittati a canone concordato, ad esempio, l’aliquota passa dal 7,6 per mille al 7 per mille, mentre per quelli destinati a uso produttivo è previsto un livellamento all’8,6 per mille, tagliando il picco precedentemente fissato al 9,6. Scende dell’uno per mille – passando da 8,6 a 7,6 – anche l’aliquota sulle proprietà di italiani residenti all’estero, sebbene per disposizione statale dovranno pagare anche i pensionati rientranti in questa categoria. Invariata resta l’aliquota al 7,6 per mille riferita alle abitazioni concesse in comodato gratuito ai figli dei proprietari.
«Abbiamo fatto uno sforzo enorme per evitare aumenti che pure si potevano applicare», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «ma anzi, in alcuni casi c’è stata una riduzione». Il primo cittadino sottolinea in particolare la rinuncia al due per mille che il Comune avrebbe potuto ricavare dalle attività produttive, considerato che l’aliquota Imu si articola si articola in una parte statale e una locale.
«Riduzioni e conferme senza rincari», osserva l’assessore alle finanze Stefania Di Padova, «sono state possibili grazie al fondo cassa rimpinguato dagli introiti registrati l’anno scorso». I conti in positivo, dunque, hanno scongiurato l’incremento per le abitazioni in comodato gratuito al figlio che poteva arrivare al tre per mille in più rispetto all’aliquota fissata. «La diminuzione per gli alloggi affittati a canone concordato», fa notare il sindaco, «mira a incentivare questa forma di locazione, evitando di lasciare gli immobili vuoti».
Non meno significativa, secondo l’amministrazione, è differimento dal 30 settembre del termine per il pagamento del primo acconto Imu che era indicato al 16 giugno. «Si tratta di una misura di sostegno ai cittadini in difficoltà per l’emergenza Covid», spiega Di Padova, «per la quale non è necessaria alcuna comunicazione all’ente». L’assessore alle finanze e il sindaco chiariscono che il rinvio è una facoltà dell’utente. «Chi può paghi subito», concludono, «per sostenere i servizi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA