Imu tagliata e slittamento Tasi il Comune in crisi di liquidità

14 Giugno 2014

Lo spiega l’ex assessore Di Sabatino: «Non incassando ora la prima casa e dovendo attendere l’autunno per la tariffa sui servizi, l’ente avrà le casse vuote e dovrà fare ricorso alla tesoreria»

TERAMO. Scade lunedì la prima rata dell’Imu per tutti gli immobili che non rientrano nella fattispecie della prima abitazione. Un gettito che certamente non rappresenta una boccata d’ossigeno per il Comune, dal momento che con lo stralcio della prima abitazione dall’ultima versione dell’imposta l’esposizione del Comune in termini di liquidità è altissima.

La cifra introitata dal Comune lo scorso anno per l’Imu, come spiega al Centro l’ex assessore al bilancio Alfonso Di Sabatino Martina, ammonta infatti a circa sei milioni di euro, di cui tre milioni e 600mila erano stati versati per la prima casa. E’ evidente dunque il problema di liquidità che si profila all’orizzonte e il maggiore ricorso alla tesoreria che il Comune si vedrà costretto a fare per i suoi adempimenti anche in virtù dello slittamento della Tasi, la tariffa sui servizi indivisibili che l’ente non incasserà prima dell’autunno.

Intanto, per quel che riguarda l’Imu a carico dei contribuenti teramani, va precisato che le aliquote per le diverse categorie sono rimaste invariate: 1,06% per le seconde abitazioni, 0,86% per le unità immobiliari di italiani residenti all’estero, 0,46% per immobili di proprietà di cooperative edilizie o Ater, 0,96% per immobili di proprietà di aziende e sociètà di capitali, 0,96& per immobili non produttivi di reddito fondiario, 0,76% per immobili concessi in locazione a canone concordato, 0,96% per immobili di proprietà di imprese edili invenduti e non affittati, 0,86% per le unità immobiliari concesse in comodato gratuito a parenti di primo grado, 1,06% per i terreni edificabili e 0,76% per immobili inagibili. In questa fattispecie rientrano ad esempio le case lesionate del Lotto zero, le cui agevolazioni prevedono un’aliquota dello 0,38% in considerazione della riduzione del 50% della base imponibile. Esentati invece gli immobili rurali.

Sia l’Imu che la Tasi, la tariffa sui servizi indivisibili del Comune (in linea di massima illuminazione e manutenzioni), potranno essere pagate attraverso modelli F24, poiché hanno le stesse modalità di calcolo. La scadenza della prima rata della Tasi per il Comune di Teramo è stabilita al 16 ottobre per le seconde abitazioni, e al 16 dicembre per tutte le altre categorie. L’Imu, la Tasi e la Tari, la tariffa sui rifiuti, concorrono a determinare la cosiddetta Iuc, la nuova Imposta unica comunale. Tuttavia, nel caso dei rifiuti, le cartelle che verranno recapitate in questi giorni a casa dei teramani fanno riferimento ancora al 35% di acconto della vecchia Tia visto che per rideterminare la Tari bisognerà aspettare il nuovo piano economico e finanziario della Team. Considerando dunque il minor gettito dell’Imu sulla prima casa, i dovuti margini di evasione e gli inadempimenti, oltre allo slittamento delle prime rate, per l’ex assessore comunale Di Sabatino diventa particolarmente fragile la tenuta dei conti del Comune.

«La nuova amministrazione sarà chiamata a ristrutturare presto l’intero sistema delle entrate», ha dichiarato Di Sabatino Martina, «ma anche ad avere uno slancio ideale volto ad arginare queste criticità attraverso regolamenti precisi e una oculata costruzione delle spese». Perplessità e sete di informazioni possono trovare intanto una prima risposta su un’apposita sezione del sito del Comune consultando le “Faq- domande e risposte sui nuovi tributi”, evidenziate nella voce “Primo piano” in home page.

Marianna De Troia

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