In 15 giorni contagi spariti e dimezzati i ricoveri

25 Aprile 2020

La Asl può pianificare la ripresa dal 27 di esami e visite in ospedali e distretti

TERAMO. È certamente presto per affermare che l’emergenza coronavirus è passata, ma è un dato di fatto che la morsa si è allentata.
NUMERI IN CALO. Ieri alle 16,30 i ricoverati Covid nell’ Asl di Teramo erano 46, il numero più basso da molti giorni a questa parte. Di questi 10 a Teramo (di cui cinque in Rianimazione) e 36 ad Atri (di cui due in Rianimazione). Nessuna vittima e 327 malati in isolamento domiciliare. E, ancora oggi, nessun nuovo caso positivo. Fra le buone notizie ci sono diverse guarigioni, fra cui anche quella dell’ex sindaco e senologo Maurizio Brucchi. Per dare una dimensione della situazione attuale giova ricordare i numeri esattamente di un mese e di 15 giorni fa. Il 24 marzo la curva stata crescendo: una giornata funestata da quattro morti (il totale delle vittime era arrivato a 12), con 39 ricoverati e 68 pazienti in isolamento domiciliare. Undici i nuovi casi positivi. Numeri ancora maggiori l’8 aprile: un morto (il quarantunesimo), 93 ricoverati nelle due strutture Covid, 336 pazienti seguiti a domicilio e 27 nuovi casi.
UNITÀ DI CRISI. Ieri si è riunita alla Asl l’unità di crisi, che ha trattato delle modalità di ripresa delle prestazioni ambulatoriali. Dal 27 infatti si ricominceranno a prendere appuntamenti, oltre che per le prestazioni U (urgenti da eseguire entro 72 ore), anche per le B (entro 10 giorni). Si tratta di visite ed esami che si svolgeranno in tutti i distretti sanitari ma anche negli ospedali. Si è parlato di come allestire percorsi Covid, sopratutto nei distretti, visto che negli ospedali già ci sono: saranno allestiti pre triage in cui saranno misurati una serie di parametri ai pazienti, fra cui la temperatura col termoscan. Per gli esami più complessi – ad esempio di endoscopia – per cui ci si deve recare in ospedale, si sta pensando di far fare tamponi preventivamente e poi, ottenuto il risultato un paio di giorni dopo, eseguire l’esame.
NUOVA TAC. Fra una ventina di giorni arriverà al Mazzini una nuova Tac. Arriverà in un container che sarà posizionato davanti all’ex sanatorio, cioè al centro Covid. E’ una Tac da 80 strati, presa in noleggio dalla Asl. In effetti dovrebbe essere acquistata con una donazione di circa 300mila euro promessa da una banca, se la confermerà. In questo caso sarà riscattata e sistemata permanentemente in ospedale, restituendo il container. L’altra Tac mobile, sistemata a lato del primo lotto e sempre destinata a pazienti sospetti o positivi, è anche questa in affitto, e dovrà essere restituita a giugno.
TAMPONI AD ATRI. Ieri il servizio di igiene e sanità pubblica (Siesp), in accordo col Comune, ha effettuato 63 tamponi sul territorio atriano nel parcheggio del Pala Alessandrini e oltre 20 domiciliari per l’individuazione di soggetti positivi. Sono stati eseguiti tamponi anche a 10 dipendenti del centro ambulatoriale di riabilitazione SanStefar in vista della ripresa dell’attività per il 4 maggio, e a tutti gli utenti e gli addetti ai servizi, divisi nei vari turni, della casa di riposo Santa Rita. Questa struttura è stata blindata già dalla fine di febbraio. Bloccati tutti gli accessi e le visite esterne, ingressi consentiti solo agli operatori muniti di dispositivi di protezione che la stessa Asp ha provveduto a fornire. In questi giorni, le dotazioni protettive sono state ulteriormente incrementate. Il sindaco Piergiorgio Ferretti spiega che «i tamponi si aggiungono ai 92 già effettuati lunedì e ci permettono di meglio monitorare la situazione sul nostro territorio».
OZONOTERAPIA. Il capogruppo in Regione della Lega, Pietro Quaresimale, plaude all’autorizzazione della sperimentazione con l’ozonoterapia ad Atri: «Dall’inizio ho creduto fortemente nell’iniziativa sperimentale del dottor Enrico Marini. Il riscontro è ottimo, non potevamo augurarci di meglio: è stato riscontrato un sensibile miglioramento dei pazienti sottoposti a ozono-terapia. Ho rappresentato all’assessore regionale la necessità di supportare il presidio di Atri per la ripartenza di tutte le attività sanitarie che non possono attendere oltre, anche in ragione dell’eccellente servizio reso all’intero comprensorio di pertinenza».
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