In 400 su Facebook per denunciare la città che non va

Nasce un gruppo di teramani contro inciviltà e disservizi sotto accusa sosta selvaggia, buche, rifiuti e aree incolte
TERAMO. «La città che nessuno racconta»: è questo il nome di un gruppo Facebook con più di 400 componenti dedicato a Teramo. Gli iscritti denunciano quello che non funziona, ma anche ciò che amano del luogo in cui vivono. «È nato per chi vive la città e per chi la fa vivere», si legge nella descrizione del gruppo, «dal desiderio di confronto tra persone civili, per migliorare, suggerire soluzioni o raccontare episodi belli o brutti che i tradizionali canali di comunicazione non raccontano».
Tra foto di auto parcheggiate su strisce pedonali o in sosta vietata, cestini strapieni con i piccioni che fanno colazione tra i rifiuti caduti a terra, aree incolte con una folta vegetazione nata e cresciuta nei luoghi più impensabili, i cittadini teramani continuano a segnalare ciò che vedono ogni giorno. «Ospedale Mazzini, una settimana fa. La prima foto mostra la creatività a cui è giunto il parcheggio selvaggio», scrive Valerio sul gruppo Facebook, a descrizione di due scatti che immortalano auto in sosta vietata a pochi metri l’una dall’altra, «questo ha fatto manovra per "sistemarsi" in un’area pedonale delimitata dalle barriere bianche e rosse! La seconda mostra (un’auto) parcheggiata sulle strisce pedonali, in divieto di sosta, in un tratto con divieto d'accesso!». Segue un’altra segnalazione che riguarda uno dei luoghi simbolo di Teramo: «l’anfiteatro romano, I sec. d.C., tra i nostri più importanti monumenti», scrive Stefania con non poco sarcasmo, «circondato da verde e da donazioni votive per antica tradizione». Come mostrato dalle foto che accompagnano l’intervento, le donazioni a cui fa riferimento l’utente non sono altro che decine di rifiuti misti – cartacce, pacchetti di sigarette, lattine e bottiglie di plastica – lanciati oltre un cancello chiuso all’interno dell’area archeologica del teatro romano. Nel commentare un’altra immagine di un’area verde con un cestino strapieno di sacchetti di plastica e immondizia posizionata vicino alle aule della facoltà di Veterinaria, Filippo scrive: «capperi, è l'aiuola più fotografata del mese. Il primato apparteneva al giardinetto di fianco all'Istituto alberghiero di Poppa, ma da quando i residenti ed io per primo, ci siamo fatti venire i crampi alle dita a forza di scattare e segnalare, debbo dire che la situazione è concretamente cambiata». Un risultato positivo quindi, come quello riportato da Grazia, che pubblica la foto di un buco nell’asfalto riparato dall’oggi al domani.
Chiara Di Giovannantonio
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