In 40mila alla fiera nonostante la pioggia

16 Aprile 2019

Filipponi: «Tanti visitatori, ne hanno risentito solo gli eventi serali». Dal 2020 forse si pagherà il biglietto d’ingresso

TERAMO. Il maltempo ha negato l’exploit, ma i numeri della 30esima edizione della Fiera dell’agricoltura restano eccellenti. Va in archivio così l’evento che, dopo un anno di buco, è tornato ad animare l’area circostante lo stadio Bonolis di Piano d’Accio. Da venerdì a domenica, nonostante la pioggia e il freddo, circa 40mila visitatori stando alle stime degli organizzatori hanno affollato gli stand degli oltre 200 espositori e l’area ristoro gestita da studenti e docenti dell’istituto ‘Di Poppa-Rozzi’.
«Il cattivo tempo ha condizionato soprattutto gli spettacoli serali, ma non più di tanto le presenze alla fiera», sottolinea l’assessore alle attività produttive del Comune Antonio Filipponi, «l’ultima giornata in particolare è stata molto affollata, anche perché non ci sarebbero state altre occasioni di visitare l’esposizione». La massiccia presenza di pubblico domenica è testimoniata, a detta dall’amministratore, dalla lunga fila di auto che si è formata nei pressi dell’uscita della Teramo-mare con tempi di percorrenza di circa 30 minuti per arrivare al parcheggio nei pressi dello stadio. «Se il tempo fosse stato buono», afferma Filipponi, «avremmo assistito a qualcosa di indescrivibile». I dati ufficiali sulle presenze arriveranno a giorni, non appena l’università avrà assemblato le informazioni raccolte da 25 studenti che durante la fiera sono stati impegnati nella distribuzione di questionari ai visitatori. Il comitato organizzatore, di cui oltre al Comune fanno parte vari enti e associazioni di categoria, si riunirà già la prossima settimana per esaminare gli esiti del sondaggio e i numeri calcolati dall’ateneo.
Maltempo a parte, però, il bilancio tracciato da Filipponi è più che positivo. «L’offerta, come avevamo previsto, è stata molto incentrata sull’agricoltura e questo è stato molto apprezzato dagli operatori», fa notare l’assessore, «anche se qualcuno che non ha potuto partecipare perché non c’entra nulla con il settore si è lamentato». Il ritorno in fiera dei mezzi agricoli, la gestione dell’area ristoro e l’ordinata disposizione degli stand che ha permesso ai visitatori di muoversi senza problemi sono stati, sempre a detta dell’assessore, ulteriori elementi incoraggianti della 30esima edizione della manifestazione. «Ho passato tutti e tre i giorni dalle 7,30 a mezzanotte nell’area espositiva», rivela Filipponi, «proprio per controllare tutto».
Tra tante cose che hanno funzionato ce ne sono state altre che non hanno reso come previsto. «Restano molti aspetti da migliorare», osserva l’amministratore, «i mezzi agricoli erano comunque pochi e il luogo per gli spettacoli andava bene, ma forse era un po’ lontano dall’area fieristica». Fin dalla prossima settimana, dunque, il comitato organizzatore inizierà a lavorare sulla 31esima edizione. «La fiera ha un potenziale enorme», tiene a evidenziare Filipponi, «e nella zona dello stadio ci sono molti altri spazi, anche coperti, da poter sfruttare». L’ambizione è di avvicinare l’evento a quelli simili, ma più collaudati, che si tengono a Lanciano e Bastia Umbra. «Vogliamo capire come potenziarlo», afferma l’assessore, «dandogli una vocazione chiara». Se la fiera lancianese punta sui mezzi agricoli e quella umbra sugli animali, a Teramo l’elemento caratterizzante potrebbero essere proprio i prodotti dell’agricoltura legati anche all’enogastronomia. Lo sviluppo della manifestazione dipende sopratutto dalle risorse da investire. A Lanciano si paga un biglietto d’ingresso di otto euro e lo stesso potrebbe accadere a Piano d’Accio dall’anno prossimo. «Con un contributo simbolico di un euro e mezzo o due, per l’accesso valido tutti e tre i giorni e il parcheggio», conclude l’assessore, «garantirebbe introiti da utilizzare per il miglioramento della fiera».
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