In 48 si sono già rivolte al centro la Fenice
I numeri da gennaio ad agosto: in quattro, alcune con i figli piccoli, già accolte in una casa rifugio
TERAMO. Da gennaio ad agosto sono state 48 le donne che hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza La Fenice: la maggior parte italiane (38 su 48), diplomate (54%); di età compresa fra i 41 e i 50 anni, vittime nel 47% dei casi di ex compagni, nel 21% di mariti e nella restante parte di familiari. Se si volesse tratteggiare il quadro della violenza di genere nella provincia teramana, queste sarebbero le coordinate di un fenomeno che non cala e che anzi resta costante: nel 2021 sono state 80 le donne accolte ed ascoltate dagli esperti del centro La Fenice e la tendenza sembra riconfermarsi per l'anno in corso. I dati sono stati resi noti ieri in Provincia in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne da Michela Fazzini, coordinatrice del centro che ha la sede principale a Teramo e tre sportelli sul territorio (Pineto, Martinsicuro, Isola). La rete di accoglienza provinciale fa affidamento anche su Casa Maia, una casa rifugio per donne maltrattate che hanno bisogno di protezione o di un luogo sicuro: nella struttura da inizio anno sono state accolte quattro donne, tre delle quali con figli piccoli. «La nostra speranza è che i numeri possano diminuire, ma ciò che è importante dire alle vittime di abusi fisici o psicologici è che nel nostro centro possono accedere in sicurezza, garantiamo massima riservatezza e rispettiamo tempi e scelte di tutte», ha detto la dottoressa Fazzini. La maggior parte delle donne approda a La Fenice su indicazione delle forze dell'ordine, dopo aver sporto denuncia; altre denunciano invece dopo aver ottenuto supporto psicologico e legale dalla struttura. Informare le donne sui servizi de La Fenice resta una priorità per gli operatori del centro, per la Provincia e per la neo-nominata Commissione pari opportunità. La nuova presidente, l'avvocato Amelide Francia, e il vicepresidente Luca Frangioni hanno illustrato le iniziative in campo a tal fine: «Grazie alla collaborazione con l'ufficio scolastico provinciale e la Camera di Commercio saranno affissi nei bagni di scuole, bar e ristoranti, gli adesivi coi contatti de La Fenice», hanno detto annunciando l'avvio di collaborazioni con enti, ordini professionali e carcere di Castrogno per diffondere la cultura del rispetto e aiutare le donne sostenendone anche la formazione lavorativa. In agenda ci sono iniziative specifiche per le scuole dove «ragazzi e ragazze riconoscono come violenza soprattutto quella fisica, ma meno quella psicologica legata al linguaggio: questo è dunque un aspetto fondamentale sul quale lavorare», ha concluso Fazzini sottolineando come molte donne adulte che si rivolgono al centro non hanno piena consapevolezza di cosa sia la violenza psicologica.
Veronica Marcattili

