In arrivo dal governo 600mila euro per salvare il Braga

24 Maggio 2015

Stanziati grazie a un emendamento di Tancredi (Ncd) D’Amico in scadenza vuole mollare, Brucchi lo ricandida

TERAMO. In attesa della sospirata statizzazione si apre un nuovo spiraglio di luce nel fosco futuro del Braga. Il barlume che rende meno incerta la sorte dell'istituto musicale, sempre attanaglianato da criticità finanziarie che ne minano la sopravvivenza, proviene da un emendamento al disegno di legge sulla "buona scuola" appena approvato dalla Camera. Si tratta di una norma originata dall'iniziativa del deputato teramano dell'Ncd Paolo Tancredi che stanzia tre milioni di euro l'anno per gli istituti pareggiati di tutt'Italia. Il testo deve passare al vaglio del Senato, ma se fosse almeno confermato nella versione licenziata dall'aula a Montecitorio garantirebbe al Braga un introito aggiuntivo fisso di circa 600mila euro annui. «Sarebbe un passo importante», sottolinea Tancredi, «con cui accompagnare l'istituto verso la statizzazione».

Il passaggio definitivo del Braga sotto il controllo diretto del ministero dell'Università, operazione che risolverebbe una volta per tutte il problema del reperimento delle risorse, resta l'obiettivo finale. Con il varo del contributo annuo, però, l'istituto riuscirebbe a tirare avanti uscendo dall'agonia. I circa 600mila euro ministeriali, infatti, farebbero cumulo con i fondi stanziati dagli enti locali che siedono nel consiglio di amministrazione del Braga, raggiungendo la somma di 1,6 milioni di euro indicata come la soglia di sopravvivenza per la storica istituzione teramana. L'iniziativa parlamentare promossa da Tancredi «cade a fagiolo», a detta del sindaco Maurizio Brucchi, in vista della presentazione del ricorso al Tar contro una parte del provvedimento commissariale che attua la statizzazione. I Comuni d Teramo e Giulianova, la Provincia e la Regione, che fanno parte del cda, hanno deciso d'impugnare l'articolo 10 del regolamento stilato dal commissario. Il testo contestato, infatti, attribuisce agli enti locali l'onere economico della statizzazione. I due Comuni, la Regione e la Provincia, però, non riescono più a far fronte alle spese del Braga e proprio per questo vorrebbero affidarlo alle cure del ministero. Se dunque, come emerge dall'atto commissariale, l'operazione risultasse puramente di facciata, perché i soldi dovrebbero continuare a sborsarli gli enti territoriali, non avrebbe alcun senso perfezionarla. La questione insomma è tutt'altro che risolta, per cui il contributo governativo, che nella lettura al Senato Tancredi vorrebbe far raddoppiare, lenirà l'ansia dell'attesa.

A fine giugno, inoltre, scadrà il mandato alla presidenza dell'istituto di Luciano D'Amico. Lui sarebbe pronto a farsi da parte, ma Brucchi lo ha già ricandidato.(g.d.m.)

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