In arrivo ordinanze dei sindaci per impedire gli assembramenti

C’è l’avallo del prefetto: «Massima disponibilità verso chi ritiene necessario chiudere strade e piazze Le forze dell’ordine stanno già facendo tanto, non si possono chiedere loro azioni di forza»
TERAMO. Mentre i ricoveri per Covid in provincia continuano a risalire (ieri hanno toccato i 170, con otto persone in Rianimazione), le autorità si confrontano su come contenere la temuta terza ondata. E, con l’avallo del prefetto, diversi sindaci – a partire da quello del capoluogo Gianguido D’Alberto – stanno studiando provvedimenti più restrittivi contro la piaga degli assembramenti e la movida giovanile incontrollata, pensando anche alla chiusura di strade e piazze.
È stato un confronto vivace e a tratti polemico quello tenuto ieri nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato d’urgenza dal prefetto Angelo de Prisco a seguito dell’emanazione dell’ordinanza della Regione con cui i comuni di Roseto, Silvi e Pineto sono stati classificati zona rossa. La riunione, che si è svolta in videoconferenza, ha visto la partecipazione, oltre che dei vertici delle forze dell’ordine, del presidente della Provincia, del sindaco di Teramo e di quelli dei sette comuni costieri, del direttore generale e del direttore sanitario della Asl. Il prefetto ha scritto in una nota: «Il mutamento di colore per le aree interessate ha comportato una rimodulazione dei servizi di controllo da parte delle forze dell’ordine nonché un rafforzamento dei presìdi nelle vie di accesso e di uscita». E ha tenuto a sottolineare che finora le forze dell’ordine non sono state con le mani in mano, sciorinando dati: «Solo nelle ultime quattro settimane, in provincia di Teramo sono state controllate circa 12mila persone, 228 delle quali sanzionate (102 per assembramento, 8 per mancato uso di Dpi, 108 per spostamento senza giustificato motivo). Sono state denunciate all’autorità giudiziaria tre persone per inosservanza del divieto di mobilità dalla propria abitazione in quanto positive al virus. Nei confronti delle attività o esercizi commerciali sono stati effettuati 1.721 controlli, con elevazione di 35 sanzioni e 2 chiusure amministrative».
De Prisco ha poi sottolineato, evidentemente rivolto ai sindaci che chiedono più sanzioni, che «è doveroso ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto non solo sul piano dei controlli ma, soprattutto, per la capacità di applicare i divieti con senso di equilibrio. Le misure di contenimento rimandano al profondo senso di responsabilità individuale: non si tratta di precetti di tipo penale che impongono, ai fini del loro rispetto, azioni di forza e prove muscolari». E ancora: «Le frotte di ragazzi in giro per i centri storici con le mascherine non sempre correttamente indossate e, a volte, con bevande alcoliche alla mano, ci impongono una riflessione sulla responsabilità di noi adulti e, forse, sulle nostre difficoltà a motivarli e a coinvolgerli in questo accidentato percorso che dovrà portarci fuori dall’incubo sanitario».
La conclusione della nota fa capire bene in quale direzione si sta andando: «Massima disponibilità è stata assicurata ai sindaci da parte del prefetto nel caso in cui ritengano necessario adottare ordinanze di chiusura di strade e piazze in funzione anti-assembramento, attraverso la pronta convocazione del comitato».
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