In arrivo una variante per le “aree bianche”

5 Maggio 2019

Vannucci vuole regolamentare l’utilizzo delle zone rimaste prive di destinazione urbanistica

ROSETO. Regolarizzare le cosiddette aree bianche, quelle prive di destinazione urbanistica, e sviluppare il tessuto urbanistico conciliando la vocazione ambientalista e le necessità abitative. Sono i principali obiettivi dell’assessore all’urbanistica, Orazio Vannucci, che delinea le linee guida del suo mandato, a cominciare dall’irrisolta questione delle “aree bianche”, che nel recente passato ha creato diversi problemi all’ente, costretto a rimborsare alcuni cittadini per diverse migliaia di euro. «Sono consapevole del problema», dice Vannucci, «non a caso è mia intenzione colmare questo vulnus senza dover attendere i tempi necessari al varo del nuovo piano regolatore perché ci sono cittadini che da anni chiedono di sbloccare situazioni sospese».
Due le strade: o continuare a ignorare le istanze dei proprietari o valutare ogni singolo caso per cercare di risolvere questo problema. Come intende muoversi?
«Ci sono tanti occhi puntati su aree strategiche, ed è chiaro che il Comune deve accompagnare un percorso di crescita, senza compromettere la tutela di quelle zone: ben vengano progetti di sviluppo, ma vanno inquadrati nell’ottica di un piano complessivo di salvaguardia del territorio, e con il presupposto che ogni intervento va compensato con altri di pubblica utilità. In sintesi è il Comune che deve avere il pallino in mano e guidare i percorsi di urbanizzazione, salvaguardando il consumo del suolo per evitare l’insorgere di precedenti pericolosi».
Come pensa di conciliare le due cose, cioè salvaguardare vocazione ambientalista e necessità di sviluppo urbano?
«La mia idea è quella di dotare il Comune di uno strumento ‘ponte’ per disciplinare, una volta per tutte, le aree bianche in un quadro d’insieme generale. Parlo di strumento ‘ponte’ perché dobbiamo colmare il vuoto normativo del vecchio Prg, ma anche offrire uno strumento immediato di tutela del territorio che definisca i criteri autorizzativi dei nuovi progetti urbanistici. La mia idea è di una variante urbanistica di salvaguardia anticipatoria al Prg per definire le regole, le possibilità d’intervento dell’iniziativa privata, e perché no il giusto ristoro per il Comune, che è chiamato a tutelare interessi collettivi e a offrire servizi, senza doversi abbandonare alle contingenze del momento. Voglio che il Comune detti le regole prima: in assenza di un quadro di riferimento delle aree bianche si rischia di ingolfare gli uffici comunali, visto che i dipendenti sono costretti a declinarsi nella disamina delle diverse peculiarità che si presentano caso per caso».
Ha condiviso il percorso della variante anticipatoria con la maggioranza? Che tempi prevede?
«Sì, la condivisione con la maggioranza è d’obbligo. La variante che ho in mente servirà a disciplinare le aree bianche con un provvedimento anticipatorio al Prg in modo da iniziare a riclassificare le aree salvaguardando al tempo stesso interesse pubblico e tutela paesaggistica. Ci sto già lavorando e conto di portare a casa questo risultato nel giro di pochi mesi. Non sono l’assessore che vuole frenare lo sviluppo, ma nemmeno voglio essere ricordato per quello che ha firmato la cementificazione di Roseto, perché abbiamo scorci che vanno preservati, come hanno fatto in passato amministratori lungimiranti». (l.v.)
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