In aula la presidente Recchiuti si scusa con l’ufficio protocollo

ROSETO. Numero legale salvato all’ultimo minuto grazie al collegamento da remoto della consigliera Lorena Mastrilli, poi arrivata in aula, e la presidente del consiglio Gabriella Recchiuti che, prima...
ROSETO. Numero legale salvato all’ultimo minuto grazie al collegamento da remoto della consigliera Lorena Mastrilli, poi arrivata in aula, e la presidente del consiglio Gabriella Recchiuti che, prima dell’inizio della seduta, si è scusata pubblicamente con la dipendente dell’ufficio protocollo accusata ingiustamente nel consiglio precedente. È stato movimentato l’avvio del consiglio comunale di ieri pomeriggio a Roseto, iniziato con un minuto di silenzio per la scomparsa, avvenuta ieri mattina, della madre del consigliere di maggioranza Enio Pavone, per questo assente in aula.
La seduta ha rischiato di saltare per mancanza di numero legale: al momento dell’appello infatti, in aula, nei banchi dell’opposizione non c’era nessuno (o meglio, i consiglieri Teresa Ginoble e Nicola Petrini appena hanno fiutato il rischio del rinvio sono usciti dall’aula), e tra i consiglieri di maggioranza erano presenti in sei (Paolo De Nigris, Dario Chiarobelli, Vincenzo Addazii, Simona Di Felice, Christian Aceto e Valentina Vannucci, oltre al sindaco Mario Nugnes e alla presidente del consiglio comunale Recchiuti). Con solo otto consiglieri presenti, dunque, sarebbe mancato il numero legale, ma il collegamento da remoto, in macchina nello specifico, della consigliera Mastrilli ha salvato la seduta. «Chiedo scusa al sindaco», ha detto Mastrilli appena arrivata in aula, «ho avuto un piccolo imprevisto, ma ero pronta con il collegamento da remoto». Prima della discussione dei punti all’ordine del giorno, però, la presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti, con una lettera, ha voluto porgere le sue scuse pubblicamente alla dipendente dell’ufficio protocollo, così come pubblicamente nell’ultimo consiglio l’aveva accusata di aver omesso di allegare nella Pec inviata ai consiglieri la delibera inerente il regolamento dell’imposta di soggiorno. «Le scrivo per lasciare traccia di quanto già esternato ieri mattina per le vie brevi», ha detto Recchiuti leggendo la lettera, «ovvero rinnovare le mie scuse a lei e all’ufficio protocollo, per aver dubitato sull’efficienza dell’operato svolto in occasione dell’ultima seduta consigliare del 29 marzo scorso. Mi preme sottolineare di come, per mia forma mentis, per l’educazione ricevuta, per la professione che svolgo e per il ruolo istituzionale, considero il chiedere scusa un atto doveroso».( l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

