In aula la protesta dei dipendenti a rischio
Quaranta lavoratori della società destinati a perdere il posto: «Non sappiamo ancora cosa sarà di noi»
TERAMO. In aula arriva la protesa dei dipendenti Team condannati all’espulsione. Una decina dei circa quaranta lavoratori che si occupano di servizi museali e pulizia immobili si è presentata ieri mattina in consiglio comunale per assistere al dibattito sulla riorganizzazione della società pubblico-privata. L'obbligo di scorporare le attività fornite dal dipendenti in questione, che dunque perderebbero il posto, è prevista dalla legge. Lo ha ricordato il sindaco Maurizio Brucchi nella relazione sottoposta al voto di maggioranza e opposizione, specificando che i lavoratori non saranno comunque abbandonati a loro stessi. Le rassicurazioni fornite dal primo cittadino, però, non sono considerate adeguate dai diretti interessati. «Non vogliano andare via dalla Team», spiegano i dipendenti, «siamo assunti a tempo indeterminato e possiamo essere trasferiti ad altri servizi». I lavoratori chiedono, insomma, che venga applicato un criterio di anzianità per cui a dover andar via sarebbero gli ultimi arrivati indipendentemente dal settore occupato. Non accettano neppure l’ipotesi, prospettata da Brucchi, di confluire in una nuova società o in una cooperativa perché si tratterebbe di un approdo meno sicuro rispetto alla posizione attuale. Gli operatori presenti in aula manifestano le loro perplessità anche in un faccia a faccia con il sindaco durante i lavori consiliari. «Manca un mese alla scadenza dei servizi», fanno notare, «ma non sappiamo ancora nulla». Brucchi riafferma la volontà di tutelarli. «Stiamo studiando la soluzione migliore», spiega il sindaco, «ma prima dobbiamo avere il quadro complessivo». I dipendenti, però, lasciano la sala consiliare totalmente insoddisfatti sia per l’esito del dibattito sul provvedimento in discussione sia per le risposte fornite dal sindaco. (g.d.m.)
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