In aula per la pillola negata a Teramo

14 Maggio 2010

Una donna teramana ha chiesto mezzo milione di danni alla Asl perché è rimasta incinta. E’ cominciato il processo. L’avvocato cita in tribunale il padre del piccolo

TERAMO. Cita il padre di suo figlio nella causa civile che ha avviato contro la Asl per non averle dato la pillola del giorno dopo e il giudice si riserva. E’ approdato ieri in aula il caso della donna che ha trascinato l’azienda teramana in tribunale.

Tra qualche giorno il giudice Giampiero Fiore comunicherà la sua decisione sull’ammissione delle prove chieste dalle parti: non solo l’audizione dei medici chiesta dall’azienda sanitaria, ma anche quella del padre del bambino che ha deciso di non riconoscere il piccolo nato da quel rapporto sessuale. La donna di 37 anni (rappresentata dall’avvocato Felice Franchi) chiede che l’azienda sanitaria le paghi un risarcimento danni di mezzo milione di euro.

La Asl (rappresentata dall’avvocato Bruno Massucci) replica che in ospedale la pillola non è stata data perchè la donna ha rifiutato di sottoporsi a visita medica, così come invece stabilito dal protocollo che regola la distribuzione della pillola del giorno dopo. Il caso della donna, finito sulle pagine dei giornali nazionali, inizia tre anni fa, quando durante un rapporto sessuale all’uomo che è con lei si rompe il preservativo, causando così la dispersione del liquido seminale.

Quando la giovane si accorge della lacerazione del profilattico, inizia una sorta di pellegrinaggio tra strutture sanitarie e ambulatori medici, per chiedere la pillola del giorno dopo ed interrompere così quella gravidanza non programmata. Per prima cosa prova a chiedere aiuto alla guardia medica di Tortoreto, che però, secondo la sua accusa, si sarebbe rifiutata di prescriverle l’anticoncezionale. Il giorno dopo, sempre secondo quanto denunciato dalla donna nell’atto di citazione, tenta la strada del pronto soccorso dell’ospedale di Giulianova dove i medici la indirizzano al reparto di ginecologia. La donna dice che qui ha ricevuto un nuovo categorico no alla pillola. Dopo nove mesi da quale rapporto nasce un bambino, che il padre decide di non riconoscere.

La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato come metodo di contraccezione di emergenza durante le 72 ore successive ad un rapporto sessuale. Il principio attivo è il progestinico levonorgestrl, una sostanza presente anche in molte pillole contraccettive, impiegata però in un dosaggio che è di venti, trenta volte maggiore. Questo farmaco non va confuso con la pillola abortiva Mifepristone, nota come Ru-486. Scopo della pillola del giorno dopo è quello di bloccare l’ovulazione. L’efficacia della pillola del giorno dopo dipende dalla tempestività con cui viene assunta dopo il rapporto a rischio. Secondo gli esperti, in generale, l’assunzione del farmaco entro le prime 24 ore dal rapporto a rischio garantisce una efficacia del 95%. Nei mesi scorsi la distribuzione della pillola del giorno dopo, realtà in molti Paesi europei, è stata più volte al centro di polemiche nazionali tra pro e contro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA