In carcere per violenza e maltrattamenti alla ex Assolto anche in appello

Il caso di un papà di Bellante arrestato e allontanato dalla figlioletta Ora sono cadute tutte le accuse, per i giudici il fatto non sussiste
TERAMO. Per un anno ha visto la figlia solo in incontri protetti (ovvero alla presenza di assistenti sociali) perché accusato di aver maltrattato la moglie davanti alla piccola e per questo destinatario di un provvedimento di sospensione della responsabilità genitoriale.
Ci sono voluti due processi e cinque anni di attesa per stabilire che non ci sono stati maltrattamenti, che non c’è stata violenza sessuale. L’ultima sentenza di assoluzione è arrivata qualche giorno fa dall’Aquila quando la Corte d’appello, dopo il ricorso della Procura, ha confermato la totale estraneità ai fatti contestati per un 43enne di Bellante confermando la formula del “fatto non sussiste” del primo grado. L’uomo, assistito dall’avvocato Antonino Orsatti, nel 2015 era finito in carcere dopo la denuncia della moglie con cui era in corso una separazione.
La donna lo aveva denunciato per maltrattamenti e violenza sessuale accusandolo anche di averla chiusa in una stanza dell’abitazione. Agli investigatori aveva raccontato di essere stata maltrattata anche alla presenza della figlia sostenendo che il marito non si fosse rassegnato all’idea della separazione nonostante lei lo avesse lasciato per andare a vivere in un’altra casa.
Nonostante la lontananza, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe continuato a pedinare la moglie raggiungendola a Bellante dove si sarebbero consumati maltrattamenti e violenza.
All’epoca dei fatti, nel 2015, l’uomo venne arrestato: prima un periodo di detenzione in carcere e poi ai domiciliari con il provvedimento del tribunale dei minori della sospensione della potestà genitoriale. Poi la richiesta di rinvio a giudizio e il processo di primo grado al termine del quale è stato assolto con la formula più ampia del fatto non sussiste. Dopo la prima assoluzione è arrivata anche la revoca del provvedimento del tribunale dei minori sulla responsabilità genitoriale.
Anche il processo di secondo grado si è concluso con l’assoluzione con il collegio (presieduto da Gabriella Tascone) che ha rinnovato la formula del fatto non sussiste. Le motivazioni sono attese a fine marzo. Nel frattempo l’uomo e la moglie si sono separati e il giudice ha stabilito l’affidamento congiunto della minore a entrambi i genitori scandendo un altro passaggio di una vicenda destinata a lasciare il segno nelle aule di tribunale. Come tante altre. Non è escluso che l’uomo decida di presentare istanza per chiedere l’indennità di ingiusta detenzione.
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