In caserma ascoltate sessanta persone

Si cerca di ricostruire l’ultima giornata di vita dell’uomo, oggi saranno sentiti altri testimoni
PIETRACAMELA. L’unica ipotesi che con il passare delle ore sembra affievolirsi è solo quella della rapina degenerata. Che resta legata unicamente al portafoglio sparito ma in cui l’uomo portava sempre solo qualche spicciolo. Per il resto in casa nessun cassetto aperto e nessuna stanza a soqquadro.
Si scava, invece, nella vita di Bellisari, nei suoi rapporti personali, nelle sue amicizie anche tra quelle del mare. E per farlo i militari tra sabato e domenica hanno ascoltato più di sessanta persone: tutte nella loro veste di persone informate sui fatti. E altri ne saranno sentiti oggi.
Perchè ogni piccolo particolare può essere importante nella ricostruzione di un fatto, ogni elemento, anche percepito distrattamente in un pomeriggio di pioggia, può aiutare. Perchè se l’assassino è fuggito in macchina qualcuno ha sicuramente visto o notato qualcosa.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Andrea De Feis e portate avanti dai militari del reparto operativo guidati dal capitano Nazario Giuliani, si concentrano sulle ultime ore dell’uomo, in particolare sulla mattinata di giovedì, sugli spostamenti dell’uomo e sulle telefonate ricevute.
Il corpo di Renato Bellisari è stato scoperto venerdì sera, quando i vigili del fuoco sono entrati nella casa di Intermesoli chiamati da alcuni vicini allarmati per non aver visto l’uomo da giovedì mattina.
Visto che negli ultimi tempo l’uomo non si era sentito bene e per questo era rientrato prima dal mare, i vicini hanno pensato che Bellisari si fosse sentito male in casa. Così l’allarme ai pompieri che sono arrivati e hanno aperto la porta, trovandosi di fronte un cadavere. Poi l’arrivo dei carabinieri e la scoperta del delitto.
Confermato dall’autopsia eseguita sabato pomeriggio dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra che ha accertato la morte violenta dell’uomo colpito alla testa con sette bastonate o sprangate vibrate con violenza mentre era a terra con la faccia rivolta sul pavimento. L’autopsia, inoltre, ha accertato che non c’è stata nessuna colluttazione e che l’uomo non ha nemmeno cercato di difendersi dal suo aggressore.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

