In causa per un peschereccio Armatore giuliese vince in Appello

5 Novembre 2018

Nicolino Ferretti era stato condannato in primo grado per non avere pagato 330mila euro La somma era stata invece versata a un altro cantiere che aveva completato i lavori del natante  

GIULIANOVA. Si è conclusa nel migliore dei modi la navigazione del motopeschereccio giuliese “Alessandro” nelle acque a volte incerte dei tribunali. Infatti, la corte d’appello di Ancona, seconda sezione civile, ha accolto il ricorso formulato dall’avvocato Davide Viola contro la sentenza del tribunale di Macerata del 2013. Il natante, di proprietà dell’azienda Antares di Ferretti Nicolino & c. sas, è stato al centro di una controversia legale risoltasi fortunatamente nel migliore dei modi. La disputa era nata tra Nicolino Ferretti, noto imprenditore marittimo giuliese, e la curatela del fallimento del cantiere navale Luigi & Pietro Anconetani srl di Civitanova Marche.
L’armatore di Giulianova si era rivolto al cantiere marchigiano per la realizzazione di un peschereccio, l’ “Alessandro” appunto, che avrebbe dovuto essere riconsegnato entro il mese di febbraio 2007. Fatto concretizzatosi invece alla fine del mese di dicembre dello stesso anno e, comunque, una settimana prima della dichiarazione di fallimento del cantiere. Il natante, messo in acqua incompleto, fu autorizzato alla navigazione fino al porto di San Benedetto del Tronto per i lavori di ultimazione che lo rendessero idoneo all’esercizio della pesca. La curatela fallimentare chiese, tramite il tribunale di Macerata, il pagamento dei lavori svolti da terzi e regolarmente pagati da Ferretti per un importo di circa 330 mila euro. In quella sede (13 giugno 2013), non solo la società Antares sas venne condannata al pagamento di tutte le spese per circa 13 mila euro, ma fu anche reso esecutivo il decreto ingiuntivo del 5 maggio 2010 intentato dalla curatela fallimentare con cui veniva rivendicata la somma di circa 330 mila euro. La corte di appello di Ancona, non solo ha ritenuto fondata l’opposizione proposta dalla ditta Antares tramite l’avvocato Viola, ma ha riformato integralmente la sentenza del tribunale di Macerata revocando nel contempo il decreto ingiuntivo con «spese di lite di entrambi i gradi di giudizio a carico della parte soccombente». In secondo grado, tra l’altro, è stata ammessa una prova testimoniale non consentita in primo grado e sono state fatti valere i documenti fiscali secondo i quali risulta senza ombra di dubbio un fatto determinante: il natante fu riconsegnato incompleto e con notevole ritardo rispetto ai patti stabiliti con scrittura privata autenticata da notaio. I lavori mancanti furono affrontati dalla Antares. Ferretti è ovviamente soddisfatto per l’esito della causa giudiziaria: «Sono più di dieci anni che combatto per questa vicenda, ma finalmente tutto ora è stato chiarito nel migliore dei modi. Come sempre, alla fine, l’onestà paga e per me è un motivo di grande gratificazione».
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