In centinaia dicono addio al 16enne morto nel sonno

23 Novembre 2019

La sala dei testimoni di Geova era gremita. Lettera dei compagni di classe:  «Continueremo a vederti ridere». L’istituto Moretti: «Più forti nel dolore»

ROSETO. La sala del regno dei testimoni di Geova di Roseto era gremita, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto a Matteo Marku, il sedicenne morto nel sonno giovedì mattina a causa di un infarto nella sua casa di Campo a Mare. Almeno 600 persone hanno manifestato la propria vicinanza ai genitori Alida e Gjovani e alla sorella Maria Luiza. Presenti numerosi rappresentanti provinciali della comunità dei testimoni di Geova, i compagni di classe e gli insegnanti del terzo anno dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione dell’istituto Moretti di Roseto e i parenti del ragazzo, alcuni dei quali giunti da Siena e da Albania, Grecia e Germania. «Dinanzi ad eventi traumatici di questo tipo», ha dichiarato l’oratore Franco, «la sensazione umana è quella di sentirsi senza alcun potere. Non ci sono parole per descrivere quanto grande possa essere il dolore per questa tragica scomparsa». Sono state poi decantate le lodi di Matteo. «Quel sorriso sempre stampato sulle sue labbra lo ricorderemo a lungo», ha rilevato l’anziano qualificato, «un ragazzo educato, gentile, buono e pacifico. Contrariamente a quanto poteva sembrare, Matteo era molto riflessivo e sensibile». Nel corso del funerale è stata letta una lettera scritta ieri dai compagni di classe, alcuni dei quali proprio oggi partiranno per un soggiorno studio a Dublino. «Sul tuo banco, al tuo posto, c’è un bel mazzo di fiori bianchi», si legge in un passo della lettera, «ma noi continuiamo a vederti ridere. Ognuno di noi porterà con sé una piccola parte di te».
L’istituto Moretti, colpito già da un altro lutto lunedì (il 19enne suicida Berardo Rampa si era diplomato in questa scuola pochi mesi fa), ha voluto diffondere un comunicato per ricordare i due ragazzi scomparsi prematuramente. «I momenti di dolore di questi giorni ci daranno senza dubbio la forza per continuare la via intrapresa», si legge nella nota, «in cui l'unico obiettivo è quello di rafforzare il senso di appartenenza, identità, aggregazione e inclusione dei nostri studenti, sia tra di loro sia con il territorio circostante».
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