In centinaia per l’ultimo saluto a Di Biase

L’ex giocatore e allenatore di basket morto a 60 anni dopo una malattia, ai funerali tantissimi atleti di ieri e di oggi
ROSETO. Domenico Sorgentone, Marco Verrigni, Giuseppe “Titti” Stama, Dante Battista, Tony Trullo, Ernesto Ciafardoni e tanti altri volti del mondo cestistico rosetano e non.
Erano in centinaia ieri nella chiesa di Santa Maria Assunta e nel piazzale antistante per l’ultimo saluto ad Antimo Di Biase, 60 anni, un uomo che ha dato la sua vita per la pallacanestro prima come giocatore, poi come allenatore e dirigente. Come hanno ricordato tanti suoi amici, Di Biase ha lottato sempre nella sua vita, fino all’ultimo, ma nulla ha potuto nell’ultima battaglia, quella contro il cancro. Oltre ai suoi amici storici c’erano le due figlie, Alessandra e Michela, la madre Mariangela, il sindaco Mario Nugnes e altri parenti come i suoi cugini, ovvero l’ex parlamentare Tommaso Ginoble, e le consiglieri comunali Teresa Ginoble e Annalisa D’Elpidio.
Di Biase è riuscito a conquistare, da giocatore, una storica promozione in serie B1 con il suo Roseto nel campionato 1987/1988, e da allenatore l’ultima promozione sul campo del Roseto Basket, dalla C2 alla C1, nella stagione 2009/2010. Poi si è dedicato ai giovani, ai quali ha insegnato i fondamentali del basket e della vita. Tanti i messaggi di cordoglio, dalle Panthers Roseto, la società di basket femminile, a Roseto 20.20, e un bellissimo ricordo di un suo amico, Vincenzo Di Bonaventura, attore e regista teatrale. “La vita fa così? Da bambini giocavamo a biliardino al Bar Falasca, eravamo coppia imbattibile», scrive Di Bonaventura, «vincevamo tornei, sognavamo ridendo sul vincere, sullo sport. E tu eri bello come un Dio. Mio Dio ci sapevamo a memoria».(l.v.)
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