In centinaia ricordano Della Vigna

29 Gennaio 2018

Perito agrario e attivista politico, un suo rene ha salvato il nipote

ARSITA. C’erano centinaia di persone, ieri ad Arsita, per la commemorazione di Antonio Raffaele Della Vigna a trent’anni dalla morte. I tanti che si sono stretti intorno alla moglie Maria e alla figlia Wania, e la commozione evidente sui volti, sono stati il segno di quanto, nei suoi 49 anni di vita, il perito agrario e attivista politico arsitano abbia dato alla propria comunità.
Della Vigna è stato ricordato per la sua opera instancabile a sostegno degli agricoltori della zona, un’opera che andava al di là della mera attività professionale e che lo vide anche fondatore di cooperative e associazioni agricole, e per l’impegno politico nelle file del Pci (fu consigliere comunale e dirigente della locale sezione del partito). Ma il suo nome non può non essere legato anche a quanto accadde dopo il malore improvviso e devastante che nel gennaio del 1988 lo mandò in coma irreversibile. La figlia Wania, noto avvocato (ha partecipato ai grandi processi del post-terremoto all’Aquila), ha ricordato con un toccante messaggio letto durante la cerimonia religiosa come lei (allora 20enne) e la madre dettero l’assenso all’espianto degli organi basandosi su un’opinione espressa dal congiunto in vita e come uno dei reni, per uno straordinario caso del destino, salvò la vita a un nipote di Raffaele, Gianfranco. Che all’epoca sembrava condannato e ieri, invece, era in prima fila alla cerimonia.(d.v.)
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