In cinquecento al convegno per parlare dei vaccini

18 Novembre 2018

ROSETO. In cinquecento hanno partecipato al convegno sui vaccini “Libertà di scelta: il confronto per il bene comune” che si è svolto ieri pomeriggio al PalaMaggetti di Roseto. Un argomento di grande...

ROSETO. In cinquecento hanno partecipato al convegno sui vaccini “Libertà di scelta: il confronto per il bene comune” che si è svolto ieri pomeriggio al PalaMaggetti di Roseto. Un argomento di grande attualità e fonte di continue polemiche. È così necessario l’obbligo vaccinale? E’ stata questa la domanda che l’organizzatore e moderatore dell’incontro, David Gramiccioli, ha rivolto ai relatori intervenuti, ra cui Maria Mattucci, direttore sanitario della Asl di Teramo, che ha definito il ritorno all’obbligatorietà vaccinale «un fallimento» perché dal 1999, anno in cui fu eliminato l’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica, si è persa la cognizione dell’efficacia dei vaccini e non gli si è data più quella importanza che avevano prima.
Nel convegno sono intervenuti Anna Rita Iannetti, Dario Miedico (radiato dall’ordine dei medici) e Claudio Colombo, convinti sostenitori della libertà di scelta, e Luigi Leonzio. Per le istituzioni erano presenti il sindaco di Sabatino Di Girolamo e il vicesindaco Simone Tacchetti, che come Comune hanno patrocinato l’evento, e anche il neo presidente della Provincia Diego Di Bonaventura.
Tutti sono stati concordi su un aspetto: è giusto dare la possibilità di esprimere la propria opinione, e questo è stata la motivazione che ha condotto il primo cittadino rosetano a concedere il patrocinio. Non sono mancate, però, le critiche. «Suscita profonde perplessità la circostanza che il Comune abbia avallato un evento contro l’obbligo di vaccinazione», afferma la segretaria di Casa Civica Roseto Gabriella Recchiuti, «quando nel nostro civilissimo Paese - è notizia delle ultime ore - si muore ancora per morbillo ed è necessario alzare la soglia di copertura vaccinale raccomandata dall’organizzazione mondiale della sanità per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge. La maggior parte dei relatori intervenuti sono di impostazione no-vax».(l.v.)
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