«In città i negozi sono in agonia»

Pineto 2.0 attacca il Comune e propone le sue ricette anti-crisi
PINETO. Mercato in centro sì, mercato in centro no. Mentre si continua a discutere tra le varie forze politiche del posizionamento dell’area mercatale a Pineto, l’organizzazione politico culturale “Pineto2.0” capeggiata da Mimmo Ruggiero dipinge un quadro desolante della situazione del commercio cittadino ed invita a fare sistema. In una nota si legge: «Serrande abbassate, locali commerciali vuoti, oltre 40 quelli contati solo in centro. Vie di periferia e vie del centro (un tempo fiore all'occhiello) prive di vita commerciale e di prospettive di crescita. In un'agonia, surreale e purtroppo sempre più in crescita, si moltiplicano i cartelli affittasi e vendesi».
La nota prosegue: «A Pineto i negozi continuano a chiudere nonostante l’economia e i consumi siano ripartiti, seppure lentamente. Non è solo colpa della crisi economica ma soprattutto di una carente visione strategica del Comune nonchè dell’assenza di sostegno ai commercianti e ai piccoli imprenditori».
Pineto 2.0 espone alcune soluzioni per contrastare la crisi: «Bisogna investire su una programmazione mirata che favorisca l’attrattività della città. Riteniamo sia prioritario lavorare sulla residenzialità, sui servizi anche innovativi per cittadini e turisti. Bisogna aprirsi a dei veri attrattori, che non siano solo economici, ma complessivamente anche luoghi di produzione di valori culturali e sociali. Bisogna invogliare l’apertura di nuove imprese commerciali con una politica concentrata su meno tasse e più incentivi. Occorre ritornare concettualmente alla città “storica”: le strade devono tornare a pullulare di gente». Pineto 2.0 conclude così: «Non vogliamo più vedere una città spenta e senza speranza! È necessario intervenire con la massima urgenza». ( d.f.)
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